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Covid-19

Covid, al via le restrizioni in 55 comuni per evitare il "giallo" alla Sicilia

Soglia dei ricoveri in area medica al di sopra del limite, rianimazioni al limite e venerdì la cabina di regia potrebbe "retrocedere" l'Isola (e c'è chi ipotizza pure l'arancione)

Di Redazione

La Sicilia resta in bilico: continuano ad aumentare i ricoveri, posti letto al 19% mentre resta al 9% il dato sulle intensive (le soglie limite sono, rispettivamente, 15 e 10%). L’Isola resta con il fiato sospeso fino a venerdì quando la cabina di regia nazionale, dopo il monitoraggio di questa settimana, emanerà la nuova sentenza.

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Il rischio di finire in zona gialla - anche se qualche esperto da Roma addirittura ipotizza la zona arancione - è davvero alto e se la regione subirà il cambio di fascia si tornerebbe all’obbligo di mascherine anche all’aperto e al limite di quattro commensali al tavolo del ristorante.
 

 

Obbligo di mascherine all’aperto già da ieri però per 55 Comuni che, attraverso un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, impone appunto restrizioni fino al prossimo 6 settembre. 
 Di questi 53 Comuni sono in zona gialla mentre due - Niscemi e Barrafranca - sono in zona arancione, anche se nella black list della Regione figurerebbero almeno un altro centinaio di centri isolani in cui, se non aumenterà la percentuale di vaccinati, scatteranno nuove misure dalla prossima settimana.

Le restrizioni prevedono l’utilizzo di mascherine all’aperto nei contesti di presenza di molti cittadini (quali ad esempio le strade) e ribadisce il divieto di assembramento in pubblico e le misure di contenimento per gli eventi privati (tampone nelle 48 ore antecedenti).

«Si tratta - ha ribadito il presidente Musumeci, che nei giorni scorsi aveva già annunciato nuovi provvedimenti restrittivi nei Comuni con più contagi - di misure sofferte ma ragionate, che affidano ancora una volta alla indispensabile collaborazione dei livelli istituzionali territoriali e degli operatori sanitari il compito di proteggere la nostra popolazione».

Intanto, però, la curva epidemiologica in Sicilia diventa ogni giorno di più quasi incontrollabile. Ieri si sono registrati 1.121 nuovi contagi su 12.565 tamponi processati. Il tasso di positività scende al 9%, domenica era al 12%. La regione resta sempre prima per numero di nuovi casi. Gli attuali positivi sono 24.146, con un incremento di 686 rispetto a domenica. Di questi, 23.329 sono in isolamento domiciliare.

Per quanto riguarda i contagi nelle singole province, ancora una volta l’epicentro si registra nel Palermitano con 348 nuovi casi, seguono Catania con 296, poi Siracusa con 133, Caltanissetta con 103, Enna con 88, Ragusa con 80, Trapani con 67, Messina con 4 e Agrigento con 2.
 Conrinua a crescere la pressione negli ospedali: ieri erano 729 i ricoverati nei reparti ordinari di aree medica (Malattie infettive, Medicine e Pneumologie), 25 in più rispetto a domenica, e 88 quelli in terapia intensiva (+4). Per questi due parametri l’Isola è ancora prima a livello nazionale. 
Ancora una volta un capitolo a parte riguarda il numero dei decessi. Nel report quotidiano diffuso ieri pomeriggio risultano ben 20 vittime in Sicilia su 44 a livello nazionale. Controllando però la legenda del report, risulta che la Regione ha comunicato al ministero della Salute che di questi 20 morti 7 si riferiscono a domenica 22 agosto, altri 4 a giorno 20, uno al 19 agosto e un altro ancora addirittura al 6 luglio scorso. Ancora una volta sorge spontanea la domanda: ma come si può fare una statistica epidemiologica quotidiana sui decessi quando questi vengono notificati in giorni diversi?

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