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Covid-19

Covid, gli esperti britannici: «I vaccini aiutano, ma l'immunità di gregge è impossibile»

Un’audizione dei maggiori esperti inglesi di fronte a una commissione parlamentare

Di Redazione

L’immunità di gregge dal Covid al momento «non è una possibilità», in Gran Bretagna o nel mondo, a causa di varianti del coronavirus come la Delta che continuano a diffondere il contagio anche in una parte di persone vaccinate. Lo ha sottolineato oggi in un’audizione di fronte a una commissione parlamentare il professor Andrew Pollard, direttore del Centro Vaccini dell’Uniiversità di Oxford e coprotagonista dello sviluppo del farmaco poi prodotto da AstraZeneca, ribadendo come gli antidoti attualmente a disposizione si stiano rivelando efficaci per «rallentare» la pandemia e contenerne gli effetti gravi (morti e ricoveri), ma non possano rappresentare una barriera totale contro le nuove mutazioni. 

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Pollard ha quindi aggiunto che ulteriori varianti ancor più aggressive non sono da escludere e ha insistito che non si può al momento immaginare il programma vaccinale alla stregua di una percorso verso «una mitica immunità di gregge». 

 Sulla stessa lunghezza d’onda il professor Paul Hunter, virologo all’università di East Anglia, e la professoressa Devi Sridhar, direttrice del dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica nell’ateneo di Edimburgo, secondo i quali i vaccini hanno «inciso» sulla pandemia, ma non hanno ancora «risolto» il problema d’una malattia destinata ad assumere per adesso se non altro caratteristiche stagionali.

 

 

Hunter in particolare ha evocato come «assolutamente inevitabile» la comparsa futura di nuove varianti in grado di sfuggire alla protezione dei vaccini attuali, tenuto conto che una parte dei vaccinati continua comunque a contagiare i non vaccinati anche se infettata in modo non grave; e che persino nel Regno Unito, dove si è a livelli record di copertura media vaccinale della popolazione adulta in occidente, quasi un terzo degli abitanti non ha tuttora ricevuto neppure una dose. 
 

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