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Covid-19

Covid, in Italia curva in discesa ma la Sicilia dovrà aspettare un'altra settimana per tornare bianca

Nel Paese incidenza e Rt rispettivamente in calo e stabile. Per tornare alla fascia con meno restrizioni servono almeno 14 giorni con dati entro i limiti   

Di Manuela Correra

Prosegue il lento ma costante miglioramento del quadro dell’epidemia da Covid-19 in Italia, con i valori dell’incidenza dei casi e dell’indice di trasmissibilità Rt rispettivamente in calo e stabili nell’ultima settimana, insieme ad un ulteriore lieve calo dei ricoveri. Le nuove infezioni si riducono dunque in tutte le fasce d’età, soprattutto grazie alle vaccinazioni, con l’unica eccezione della fascia degli under-12 tra i quali rimangono comunque stabili. E’ questo il trend fotografato dall’ultimo monitoraggio settimanale della Cabina di regia, che colloca la curva epidemica del nostro Paese tra le più contenute in Europa. 

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Questa settimana, spiega il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, «continua a diminuire il tasso di incidenza di casi di Covid-19, che si fissa intorno a 37 casi per 100mila abitanti; anche l’Rt rimane stabile a 0,83, quindi ben al di sotto dell’unità e questo naturalmente è un dato positivo. Per quanto riguarda invece il tasso di occupazione dei posti letto di area medica e di terapia intensiva siamo rispettivamente al 5,5% e al 4,6%, dunque molto al di sotto della soglia critica fissata al 15% e al 10%. Nel nostro Paese quindi la situazione epidemiologica in questo momento - afferma - è buona e migliore di altri Paesi, e questo sembra essere il frutto di un combinato disposto fra una campagna di vaccinazione di successo e dei comportamenti individuali che continuano ad essere ispirati alla prudenza».

A rilevare il miglioramento è anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro, sottolineando come l'Italia si confermi con una curva tra le più «contenute in Europa in termini di incidenza. Continua il decremento nella circolazione del virus e nel numero dei casi e il decremento - ha affermato in conferenza stampa - si registra anche nelle fasce d’età più giovani mentre resta sostanzialmente stabile l'incidenza dei casi sotto i 12 anni». Insomma, il quadro è positivo ma, avvertono Rezza e Brusaferro, bisogna continuare a mantenere alcune precauzioni basilari per riuscire a tenere sotto controllo l’epidemia. Gli italiani, però, rileva Rezza, "hanno mostrato prudenza e cautela seguendo le norme comportamentali di sicurezza e prevenzione pur avendo ripreso le loro attività economiche e sociali». In tale contesto, evidenzia il monitoraggio, questa settimana una sola Regione, il Lazio, risulta classificata a rischio moderato. Le restanti 20 Regioni e Province autonome sono invece a rischio basso. Quanto alla Sicilia, unica Regione gialla, potrà tornare bianca una volta trascorsi i 14 giorni in cui i parametri dovranno mantenersi al di sotto di quelli previsti per la zona gialla. 

Il trend in miglioramento, pur con le fisiologiche variazioni giornaliere dei dati, è evidenziato anche dal bollettino quotidiano del ministero, che segnala 3.405 nuovi positivi nelle ultime 24 ore (rispetto ai 3.804 di ieri). Sono invece 52 le vittime in un giorno, una in più di ieri. Il tasso di positività è stabile all’1,2%. Calano in un giorno pure i ricoverati: sono 429 i pazienti in terapia intensiva, 11 in meno di ieri, mentre i ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.118 (-87). 

Intanto, si conferma la prevalenza della variante Delta in Italia. Negli ultimi 45 giorni il 98,4% dei tamponi sequenziati è risultato positivo a tale variante, rileva il bollettino dell’Iss sulla 'Prevalenza e distribuzione delle varianti di SarsCoV2, mentre è quasi sparita la variante alfa, allo 0,1%. Nessun caso identificato di variante Mu. E’ comunque "fondamentale - avverte l’Iss- continuare a monitorare queste varianti per identificare rapidamente eventuali minacce emergenti». 

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