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Covid-19

Covid, Mascalucia un puntino arancione nella Sicilia bianca: «Colpa dei menefreghisti»

I positivi sono 157 di cui 4 ospedalizzati. I vaccinati sono solo il 62 %. Misure in vigore sino a mercoledì 20

Di Redazione

Risvegliarsi in zona “arancione”, anziché in zona “bianca”, come tutto il resto d’Italia, per i cittadini di Mascalucia è stato come ripiombare, improvvisamente e inaspettatamente, in un incubo. 

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Le misure restrittive anti Covid, ricordiamo, sono scattate a causa dell'alto numero di positivi (sono 157 di cui 4 ospedalizzati) in rapporto ai vaccinati (il 62%), e resteranno in vigore fino a mercoledì 20 ottobre. Mascalucia è così la seconda zona arancione dell'isola dopo Francofonte.

«Ripiombiamo in una situazione drammatica. Per colpa di chi continua a ostentare menefreghismo. Anche in zona gialla molti hanno continuato a muoversi senza mascherina, noncuranti delle norme anticovid – tuona Domenico Privitera, ristoratore del centro - E ciò penalizzerà ancora una volta il commercio e l’economia del paese. Una mancanza di rispetto anche nei confronti di chi, come me, ha affrontato significative spese per adeguare il proprio locale alle norme dettate dall’emergenza».

Privitera punta il dito anche contro «una carenza di comunicazione. L’amministrazione comunale – dice – avrebbe dovuto comunicare ogni giorno il numero dei contagiati e dei vaccinati, mettendo in guardia la cittadinanza sui rischi cui andava incontro». 

Per Francesco D’Urso Somma, un altro ristoratore che opera nel cuore storico della cittadina «la storia si ripete. Premetto – dice - che sono possessore di green pass, ma sottolineo che non mi appassiona la bagarre tra chi è a favore e chi contro la vaccinazione, anche perché mi considero da sempre un fautore della libertà e della democrazia».

«Il problema è però evidente – continua l’imprenditore - ed occorre trovare subito soluzioni per non inficiare, ulteriormente, il lavoro dei ristoratori e di alcune categorie vessate ad oltranza».

 I dati devono fare riflettere: quasi il 40% dei residenti ha deciso di non vaccinarsi. «Ebbene – evidenzia D’Urso Somma - credo che il problema si annidi nella comunicazione non univoca fornita in quest’anno e mezzo, che non ha fatto altro che inasprire i toni e mettere l’uno contro l’altro generando confusione e perplessità. Auspico una presa di coscienza, ma temo che le cose non cambieranno e questo non farà altro che danneggiare ad oltranza, noi ristoratori che hanno come unico torto, quello di voler portare a casa un pezzo di pane».

Fra i cittadini c’è chi si scaglia, come Gaetano Ferrara, contro il comportamento irresponsabile di molti che non indossano correttamente la mascherina. C’è chi, come Piero Giuffrida, avrebbe voluto maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. C’è, infine, chi, come Francesco Boscarino, sostiene che molti siano ancora convinti dell’inutilità del vaccino.

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