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Covid-19

Da aprile stop al green pass nei locali all'aperto e per gli over50 basterà il tampone per andare al lavoro

Da oggi si può consumare nei cinema e nei teatri e fare visita ai parenti in ospedale 

Di Redazione

La curva dei contagi da SarS-CoV-2 registra un lieve aumento in alcune regioni e si accompagna alla circolazione in Italia di tre nuovi sottogruppi della variante Omicron, ma il numero dei casi non si riflette sulle ospedalizzazioni che continuano ad essere in calo. Dati che portano a ipotizzare un allentamento di alcune misure restrittive nelle prossime settimane. A cominciare dal Green Pass rafforzato per gli over 50 per poter accedere ai luoghi di lavoro. Ieri infatti il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha affermato che pur restando l’obbligo vaccinale per la fascia d’età sopra i 50 anni fino al 15 giugno, e la conseguente sanzione di 100 euro per chi non è vaccinato, «si sta valutando l'opportunità di anticipare la possibilità per gli over 50 di andare al lavoro con il Green Pass base (anziché quello rafforzato), ossia facendo il tampone rapido ogni due giorni».

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E proprio ieri il ministero della Salute ha inviato all’Agenzia delle Entrate i codici fiscali degli ultra cinquantenni inadempienti. Da Lungotevere Ripa sono già partiti 100 mila codici fiscali al giorno, superando le 600 mila segnalazioni. Saranno poi necessari ulteriori accertamenti dell’Agenzia delle Entrate prima dell’invio delle multe. Una procedura - sottolineano le Entrate - che richiederà tempo. 


 Nel mentre i dati delle ultime 24 ore del ministero della Salute mostrano 48.483 nuovi contagi (ieri 60.191) su 433.961 i tamponi molecolari e antigenici effettuati rispetto ai 531.194 del giorno prima. Le vittime sono 156, ieri 184. Il tasso di positività è all’11,17%, rispetto all’11,3% di ieri. Sono invece 563 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 29 in meno rispetto alle 24 ore precedenti nel saldo tra entrate e uscite. Insomma, una situazione sostanzialmente stabile che spiega il lavoro a un cronoprogramma da stabilire al più presto e che dal primo aprile dovrebbe portare a «una fase di graduale allentamento» delle misure, come ha spiegato Costa. «Ci saranno situazioni in cui il Green Pass non sarà più necessario, ad esempio per bar, ristoranti e altri locali all’aperto. Poi si procederà gradualmente e entro giugno avremo uno scenario che ci consentirà di arrivare all’estate senza restrizioni». 


 Come primo passo, da oggi 10 marzo sarà nuovamente possibile far visita ai parenti in ospedale per 45 minuti al giorno. Inoltre, sempre da oggi, si tornerà a consumare cibi e bevande anche al cinema, allo stadio, in sale teatrali, da concerto, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo, in altri locali assimilati e in tutti i luoghi in cui svolgono eventi e competizioni sportive. 
 Intanto lo scenario epidemiologico disegnato dal virus settimana dopo settimana è in evoluzione. Troppo presto per fare previsioni - dicono gli esperti - ma con l’arrivo della primavera, le temperature più alte e la stagionalità del Covid si è indotti a ritenere che la situazione pandemica possa andare verso il miglioramento. A sostegno ci sono anche i dati degli ospedali sentinella della Federazione italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) che indicano come pure nell’ultima settimana i ricoveri siano scesi: un calo pari al 16,2%. La curva delle ospedalizzazioni, che ha cominciato a invertire la rotta dal primo di febbraio, aveva fatto registrare il primo marzo la diminuzione più netta della quarta ondata, il 21,6%. Per la prima volta nei reparti ordinari il numero dei pazienti ricoverati per Covid e quello dei ricoverati con Covid è uguale. 


 «Si sta registrando un lieve aumento dei contagi, non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei», commenta il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, «non è però significativo finché non si vede un aumento dei ricoveri, che per ora non c'è». Questo incremento «è verosimilmente dovuto alle sottovarianti di Omicron, di cui una è più diffusiva di Omicron stessa. E si verifica soprattutto tra non vaccinati, in tutte le fasce di età, prevalentemente adolescenziali». «La maggior circolazione non si traduce in aumento di ricoveri - osserva Sileri - quindi la situazione è francamente sotto controllo». 
 

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