Notizie locali
Pubblicità

Covid-19

Dal giallo all'arancione fino al rosso: Sicilia a rischio lockdown (per i non vaccinati?)

Il Cts ha chiesto alla Regione l'immediato passaggio di colore dell'Isola nella fascia con maggiori restrizioni per ridurre la pressione sugli ospeali

Di Redazione

La pandemia quasi fuori controllo in Sicilia con migliaia di positivi ogni giorno, i ricoveri in aumento, gli ospedali sotto pressione, medici e infermieri stremati, le ambulanze in coda negli ospedali, stanno mettendo le autorità sanitarie di fronte a un bivio. Aspettare l'evolversi di questa situazione esplosiva che potrebbe portare l'Isola tra una decina di giorni in zona arancione o giocare d'anticipo e far entrare immediatamente in vigore le maggiori restrizioni previste in zona arancione se non addirittura quelle severissime della fascia rossa?

Pubblicità

A mettere il governatore Nello Musumeci e l'assessore alla Salute Ruggero Razza alle strette è stato il parere del Comitato tecnico scientifico siciliano che ieri ha fatto recapitare sulle scrivanie dei responsabili della Sanità siciliana la sua ricetta per questo momento drammatico e che prevede subito la «zona arancione o rossa in tutta la Sicilia per 15-21 giorni, didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado per almeno 15 giorni, tamponi molecolari per accedere alle aree di emergenza degli ospedali».

L'allarme arriva anche da chi sta in prima linea:  «Serve immediatamente un lockdown tra 15 e 20 giorni. Chiudiamo tutto altrimenti rischiamo a una catastrofe» ha detto ieri Vincenzo Provenzano, direttore dell’unità operativa Medicina e diabetologia e direttore medico del Covid Hospital di Partinico allarmato dal continuo arrivo di persone che necessitano ricovero.  «Qui abbiamo dovuto aprire un altro piano, non ci sono più posti. Stiamo riempiendo tutto, arrivano da ogni parte», ha affermato senza nascondere la propria preoccupazione.

 

 

Va anche detto che potrebbe essere presa una decisione che preveda un lockdown solo per i non vaccinati. Come ha spiegato infatti sempre Provenzano, «i ricoverati sono l’80 per cento non vaccinati, il restante 20 per cento è formato da vaccinati con seconda dose da più di quattro mesi ma con patologie pregresse».

 

 

E il ragionamento degli esperti del Comitato tecnico scientifico siciliano muove da questi numeri: «Se non avessimo i non vaccinati, ci sarebbe l'80 per cento in meno di ricoverati in Terapia intensiva e il 70 per cento in meno in area medica». E se addirittura «fossimo tutti i vaccinati, non ci sarebbe pressione in corsia e non sarebbe necessario riconvertire posti letto sottraendoli all'assistenza dei malati non-Covid». 

 

 

Non sono bastati quindi i provvedimenti della Regione che ieri ha messo già in zona arancione 42 Comuni siciliani. Gli esperti chiedono provvedimenti più incisivi che posano davvero ridurre la pressione sugli ospedali. Stamattina l'Asp di Trapani ha chiesto ai sindaci di istituire la zona arancione in tutta la provincia trapanese per 15 giorni. E' una richiesta di aiuto che arriva dalle istituzioni sanitarie alla politica.

 

 

Politica messa all'angolo anche sulla questione scuola. Gli studenti dovrebbero tornare in classe lunedì prossimo, ma sono in tanti a chiedere un rinvio delle lezioni in presenza. Insomma la politica è chiamata a decisione importanti nelle prossime ore, decisioni che secondo gli esperti possono cambiare il corso della pandemia.

 

 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA