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Covid-19

Draghi detta la linea: «Inutile chiudere le scuole, negli ospedali 2/3 sono no vax»

Il premier ha spiegato le ultime scelte: obbligo vaccinale, decisione delicata da prendere all'unanimità

Di Redazione

No alle scuole chiuse e sì alle vaccinazioni di massa con un “ni” per l’obbligo perché serve una unanimità che al governo su questo tema non c’è. Sono queste le principali direttrici su cui Mario Draghi ha parlato nel corso di una conferenza stampa.

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«Il governo – ha detto - ha la priorità che la scuola stia aperta in presenza: basta vedere gli effetti di disuguaglianza tra studenti, scolari della Dad lo scorso anno per convincersi che questo sistema scolastico che può essere necessario in caso di emergenze drammatiche provoca disuguaglianze destinate a restare tra chi ci sta di più e di meno, tra nord e sud e che si riflettono su tutta la vita lavorativa. Esistono stime di perdita di reddito di chi è costretto ad avere un grado di istruzione inferiore».

«Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in Dad ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla didattica a distanza» ha detto il premier in conferenza stampa, sottolineando che «ci sono anche motivazioni di ordine pratico: ai ragazzi si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo».

«Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose con un approccio un pò diverso rispetto al passato: vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali, soprattuto sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione».

 

 

«Grazie alla vaccinazione – ha aggiunto - la situazione che abbiamo di fronte è molto diversa dal passato. L'economia ha segnato una crescita di oltre il 6%, le nostre scuole hanno riaperto. Siamo stati tra i primi ad adottare l'obbligo» di vaccino «per tutta una serie di categorie» ma «ora la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l’effetto sulla popolazione non vaccinata». L’obbligo dei vaccini – ha spiegato il premier - per gli over 50 «lo abbiamo fatto sulla base dei dati, essenzialmente, che ci dicono che chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi, le terapie intensive sono occupate per i due terzi dai non vaccinati».

 

 

«Il motivo» dell’obbligo di vaccino per gli over 50 «è stato quello di concentrare il provvedimento sulle classi di età che occupano massimamente le terapie intensive, tra questi i non vaccinati sono i due terzi». Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa. «I motivi sono il primo di proteggere la loro salute e il secondo proteggere la salute di noi tutti, perché con questa situazione ospedaliera anche gli altri che non hanno il Covid si trovano in situazioni molto difficili» se devono ricorrere a cure o ricoveri. «Il secondo motivo è quello dei colori delle regioni, perché il grado di costrizione sociale dipende proprio dai parametri che riguardano le terapie intensive ma più in generale l’ospedalizzazione. Tanto più riusciamo a ridurre la pressione dei non vaccinati sull'ospedalizzazione, tanto più possiamo essere liberi. Ma occorre la ragione scientifica alla base delle decisioni», ha affermato il presidente del Consiglio.

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