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Covid-19

Effetto green pass obbligatorio, si allontana l'ipotesi di obbligo vaccinale

Attese le linee guida del decreto che rende obbligatoria la certificazione verde per tutti i lavoratori dal 15 di ottobre

Di Paolo Cappelleri

Un mese per allontanare definitivamente lo spettro dell’obbligo vaccinale. Nelle quattro settimane in cui il mondo del lavoro si preparerà all’estensione pressoché totale del Green pass, l’evoluzione della campagna vaccinale e quella della curva dei contagi saranno determinanti nel condizionare la strategia del Governo contro il Covid. Il commissariato per l’emergenza Figliuolo spera di continuare a vedere aumentare il trend delle vaccinazioni per arrivare il prima possibile al 90% della popolazione immunizzata che, almeno a livello teorico, viene considerata una soglia di tranquillità. Nel frattempo si seguiranno con attenzione gli effetti del ritorno a scuola, una delle cartine di tornasole utilizzate per valutare le misure sulle capienze di stadi, palazzetti, teatri, cinema e sulle riaperture delle discoteche. Ancora è presto per dirlo con certezza, ma in ambienti governativi si respira ottimismo: le misure messe in campo «sono idonee» a scongiurare l'obbligo del vaccino. 

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Domani è attesa la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto con cui il Green pass diventerà obbligatorio dal 15 ottobre per una platea di circa 23 milioni di lavoratori, inclusi volontari, tirocinanti e stagisti. Per applicare gli otto articoli saranno poi fondamentali le linee guida, su cui stanno lavorando Palazzo Chigi e i vari ministeri interessati.

Sono state definite infondate le voci di una deroga all’obbligo di avere il certificato digitale per i magistrati nei palazzi di giustizia, dove invece secondo il decreto potranno accedere senza gli avvocati, i consulenti, i periti e altre parti del processo. Sempre sul fronte giustizia, si registra la protesta delle toghe onorarie, che sottolineano di essere «gli unici lavoratori per i quali è previsto "il licenziamento"» poiché, spiegano «non esiste ancora una norma che preveda anche per questi lavoratori la graduazione delle sanzioni disciplinari» come per i magistrati ordinari. 

Lo scenario sarà più chiaro con le linee guida, valide solo per il settore pubblico. Nel privato l’adeguamento ai controlli si annuncia più agevole nelle grandi aziende, molte delle quali stanno integrando la verifica del certificato ai lettori digitali dei tornelli.

Piccole e medie imprese potrebbero fare ricorso alla stessa applicazione "VerifiCa19" utilizzata in quei settori dove il Green pass è obbligatorio dall’inizio del mese, treni, aerei, scuole, ristoranti e mense. Le aziende con meno di 15 dipendenti attendono poi una disciplina per le sostituzioni temporanee dei lavoratori privi di Green pass. Non è escluso che nelle prossime ore si svolga una riunione tecnica sui protocolli di sicurezza sui posti di lavoro. Mentre i sindacati continuano a chiedere tamponi gratis, è attesa giovedì l’omologazione dei test salivari, una soluzione meno invasiva per ottenere il certificato vaccinale. 

Intanto domani il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo si recherà in Veneto, una delle regioni trascinanti nella campagna vaccinale e poi in Sicilia, una delle poche sotto la soglia del 70%, insieme a Valle d’Aosta, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano.

La speranza del commissario è che continui il trend che ha visto aumentare fra il 20 e il 40% le prenotazioni di dosi nella settimana dell’approvazione del Green pass, quintuplicate addirittura fra i cinquantenni in Friuli Venezia Giulia. Altri indici significativi sono quelli che raccoglierà da domani il ministero della Salute: come l’anno scorso, ogni settimana le scuole forniranno al portale Sidi dati aggiornati per la rilevazione dell’andamento dei contagi nella popolazione scolastica. 

Quella curva sarà studiata con attenzione dal Cts chiamato a esprimersi, come ha detto giovedì il ministro della Salute, Roberto Speranza, entro il 30 settembre sui protocolli per cinema, teatri e stadi, la cui capienza ora è al 50%. Si profila un’aumento graduale, dopo l’appello del ministro della Cultura, Dario Franceschini, l’ha auspicata anche il leader M5s Giuseppe Conte. Sarà «all’80%» si sbilancia oggi il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, secondo cui invece «non c'entra niente il Cts, l’80% va in Consiglio dei ministri. Abbiamo già pronte le norme, mi auguro che a breve si possa fare il decreto». Sperano anche i gestori delle discoteche, ma difficilmente saranno accontentati a ottobre.
 

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