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Covid-19

Giovane mamma "uccisa" dal Covid dopo lotta di 45 giorni. Primario del Policlinico di Catania a donne incinte: «Vaccinatevi»

Jessica Lauretta, 31 anni di Pachino, era stata fatta partorire prematuramente per l'aggravarsi delle sue condizioni. Il piccolo gode di buona salute

Di Giuseppe Bonaccorsi

«Un decesso è per noi sempre una sconfitta anche se siamo rincuorati dagli ultimi dati e cioè dai quattro pazienti che abbiamo tirato fuori per i capelli dall'Ecmo nell'ultimo mese». Lo ha detto ieri il primario della rianimazione del Policlinico, Ettore Panascia, nel commentare la triste notizia del decesso della mamma trentunenne di Pachino, Jessica Lauretta, che dopo 45 giorni di trattamento in modalità extracorporea non ce l'ha fatta decedendo nella prima mattinata di ieri. «Purtroppo per questi 45 giorni abbiamo fatto l'impossibile, ma i suoi polmoni non hanno dato alcun segnale di ripresa tanto che alla fine abbiamo contattato anche l'Ismett per vedere se era possibile provvedere con un trasferimento di polmoni. Cosa che purtroppo non è stata possibile perché nel frattempo era sopravvenuta una sovrainfezione batterica che ha compromesso il quadro. Il bimbo invece è stato fatto nascere un mese fa ed è in buono stato di salute. Jessica Lauretta, la cui morte ha sconvolto tutta Pachino, lascia il marito e altri due figli, di 8 e 2 anni.

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Morire a 31 anni, nel fiore degli anni e con tre figli piccoli di crescere è una tragedia immensa per la famiglia e per l'intera comunità, a maggior ragione se, come dicono i medici, il vaccino quasi sicuramente le avrebbe salvato la vita. «Purtroppo molte ragazze incinte temono per la salute del nascituro. E invece non sanno che il vaccino non compromette alcuna funzione vitale» ha ancora una volta si è appellato a tutte le ragazze incinte invitandole a vaccinarsi e ricordando che nelle donne in gravidanza il loro sangue, per fattore naturale, procede ad avere una coagulazione maggiore per proteggersi da eventuali emorragie interne e proprio questo stato favorire il diffondersi del virus nel loro corpo».

In merito agli altri 4 pazienti ricoverati in Ecmo nell' ultimo mese, tutti e 4 sono stati salvati. Si tratta di due neo mamme, fatte partorire quando la malattia era a uno stadio d'allarme (i bimbi stanno bene) e poi ricoverate in Ecmo e di due uomini, un 41enne e un 45enne. Dei 4, ormai tutti in fase di dimissione, resta soltanto una mamma ricoverata in rianimazione al San Marco, ma per lo più per uno stato confusionale. Sul fronte delle vaccinazioni resta il grande problema dei no vax convinti, che in Sicilia non sono pochi. A quello “zoccolo duro” si associano persone anche di una certa età impaurite dai vaccini e convinte ormai che l'attesa le premierà quando il virus sparirà. Purtroppo in molti ancora non si rendono conto che il virus circola ancora diffusamente soprattutto in quei paesi della provincia dove la percentuale di vaccinati è più bassa. Ieri l'Asp ha tenuto una riunione con i medici di famiglia di Motta S.

Tutti i medici di famiglia hanno detto a parole di essere pronti ad insieme alla campagna e per questo l'Asp ha disposto per lunedì un corso accelerato per le vaccinazioni anche se non si capisce che genere di corso dovrebbero fare medici che da decenni fanno ogni anno migliaia di vaccini antinfluenzali.In merito alla polemica per la mancata discesa in campo di una parte dei camici di medicina generale nella campagna di immunizzazione va detto che l'Asp ha già proceduto da qualche settimana, dopo la firma dell'accordo integrativo, ad inviare ad ogni singolo medico di famiglia l'elenco dei nominativi degli assistiti che ancora non si sono vaccinati. Oggi a questi camici bianchi verrebbe anche chiesto di fare opera di convincimento nei confronti di queste persone per spingerle a vaccinarsi, magari puntando sui possibili cui andrebbero incontro una parte di questi cittadini qualora dovessero essere colpiti dal virus e soprattutto dalla variante Delta che è più aggressiva e più diffusiva.In merito alla ospedali i numeri per il momento invitano a una relativa calma, ma i medici temono una possibile recrudescenza con l'arrivo dei primi freddi. Quanto alla terza dose sembra che già alcune aziende ospedaliere si stiano organizzando per procedere a vaccinare nuovamente tutto il personale sanitario e parasanitario.
 

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