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Covid-19

I contagi in salita a Catania? Infettivologo: «Se potessimo andremmo in pensione e cure per no-vax solo su wikipedia»

I professori Cacopardo e Iacobello manifestano la loro stanchezza e amarezza nel constatare che i cittadini non si stanno prodigando per arginare i dati in crescita del Covid

Di Giuseppe Bonaccorsi

«Godiamo ad essere primi degli ultimi». Ad aprire per primo il dibattito sulla nostra città è stato pochi giorni fa il prof infettivologo Bruno Cacopardo che in uno scritto-sfogo ha perfettamente rappresentato cos’è oggi la nostra città. Ieri, con un interessante fondo di prima pagina, ha rincarato la dose il direttore de «La Sicilia», Antonello Piraneo che ha toccato molti punti chiedendosi e chiedendo ai cittadini «Cosa sia diventata Catania», una città che sta entrando nella quarta ondata della pandemia perché - è inutile nascondercelo - ha ancora 210-220mila non vaccinati. Già, Catania bella e impossibile? Una città anarchica, incivile? Abbandonata, ma non soltanto dalle sue istituzioni, piuttosto soprattutto dai suoi cittadini? Cacopardo ha scritto che «Con amarezza e pieno di dubbi inseguo i dati del pessimo andamento della epidemia a Catania: aderire o accodarci alle regole di altri non è nel nostro costume: noi siamo protagonisti, mai comparse. Ed eccoci qui (infatti) a primeggiare, con i numeri sopra i cento, con i reparti che ricominciano a riempirsi e quell'implacabile timore velenoso di non farcela a venirne fuori. Inutile scomodare virologi e biologi molecolari per capirne le ragioni - ha aggiunto amaro -. Sarebbe meglio chiedere ad un sociologo, uno psichiatra o ad un esperto di etologia animale (alla Mainardi). Oppure a un religioso: non manchi una prece per una città che muore. Meglio un esorcista, anzi».

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E più avanti continua: «Abbiamo qualcosa (un diavoletto maligno, un retropensiero beffardo, la genetica di un Che Guevara malandrino) che non ci fa mai raggiungere virtù e soddisfazioni comuni. Godiamo (molto) a stare nelle retrovie, sempre un passo indietro. Primi degli ultimi. Siamo brutti, sporchi e cattivi e molto fieri di esserlo. Disponibili ad annaspare nell'immondizia e nella epidemia pur di non rinunciare a feste e fasti, aperitivi e cene in compagnia. Ci ingozziamo e brindiamo con le bollicine al nostro disastro. Suoniamo le cetre mentre la città (puzzolenta e greve) brucia di fuochi fatui». E ha concluso: «Il quotidiano è la rappresentazione di una diuturna tragedia dell'orrore...». Rappresentazione perfetta della città di oggi, aggravata a tal punto dalla pandemia in ripresa con gli ospedali che hanno nuovamente pochi letti disponibili per il Covid, da far temere nuovi provvedimenti di possibili chiusure se verrà raggiunto e superato il limite di contagi previsti dal governo. Ora è giusto che questa città debba essere ostaggio di chi crede che le libertà debbano prevaricare tutto il resto. E non parliamo solo di Covid, ma di spazzatura, degrado, inciviltà...

Cacopardo intervenendo nuovamente sul nuovo allarme dice oggi chiaramente e nuovamente di no. E si sfoga con un commento amaro anche sulla recente alluvione che ha messo in ginocchio il Garibaldi Nesima: «Abbiamo riaperto venerdì il reparto danneggiato dall’alluvione e in 24 ore si è riempito come un uovo... Giudico le manifestazioni dei no vax catanesi una grave offesa al lavoro incessante dei medici. Se potessimo ce ne andremmo tutti in pensione così, finalmente, queste persone potrebbero curarsi con wikipedia...».

A lanciare il nuovo allarme per la situazione della pandemia è anche il primario di Malattie infettive del Cannizzaro, Carmelo Iacobello, anche lui spossato dalla eterna emergenza e anche stanco di non potersi occupare da due anni delle altre malattie infettive. «Vede - spiega - mi sento molto deluso di non potermi occupare da due anni  di altre patologie del mio settore perché devo continuamente lottare anche contro chi ancora insiste nel non vaccinarsi, salvo poi chiedere aiuto quando non respira più». «C’è in questa città uno scarsissima attenzione al rispetto delle regole. E poi c’è una certa resistenza anche alla terza dose. Ci sono persone che dicono: «Mi è andata bene per le due dosi. Perché devo rischiare con la terza?». Questo potrebbe causare nuovi scenari ancora non chiari e aggravare una situazione che rischia nuovamente di ripercuotersi sul sistema sanitari con un nuovo restringimento dell’assistenza per i malati non Covid» «Dal punto di vista dei contagi finora comunque chi si è vaccinato affronta con maggiore tranquillità la malattia, ma c’è da ricordare che non siamo tutti uguali e c’è chi risponde meglio e chi no e quindi bisognerebbe sapere chi ha più fattori di rischio pur essendo vaccinato. C’è ancora una sorta di zona grigia e c’è un tentativo di minimizzare nella ricerca degli anticorpi». Iacobello conferma come il suo collega che «Si sta andando peggio». «Quanto ai non vaccinati di questa città - spiega - è come se abbiano scelto di gettarsi dall’aereo senza paracadute. Oggi addirittura siamo pieni di varianti che sono ancora più aggressive della Alfa. Quindi se lei mi chiede perché molti catanesi non si vaccinano, veramente, non so cosa risponderle...».

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