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Covid-19

Il covid, l'estate e le vacanze dei siciliani: ecco una miniguida per difendersi dal contagio

I casi cresceranno almeno fino a metà luglio. Meglio usare la mascherina al chiuso e nei luoghi affollati e convincere i pochi che non lo hanno fatto a vaccinarsi. Ma per gli epidemiologi l'ondata estiva può aiutarci in autunno

Di Redazione

Anche la Sicilia è in piena quinta ondata covid con l’esplosione dei contagi da Omicron 5. Più che il numero dei morti, ormai molto “contenuto” rispetto ad esempio al primo anno di pandemia dove non c’erano né terapie né soprattutto vaccini, a preoccupare è la risalita dei ricoveri. In Italia la percentuale di posti letto nei reparti ospedalieri di area medica è tornata al 10% secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). In Sicilia cresce l’occupazione dei posti nelle terapie intensive (siamo 4%) mentre per le aree mediche siamo al 21%.

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Come si fa a salvare l’estate? Innanzitutto serve vaccinarsi per chi – una minoranza comunque – non l’ha ancora fatto e serve utilizzare le mascherine al chiuso come ha raccomandato il presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) Claudio Mastroianni che è anche e ordinario di Malattie infettive all'Università Sapienza di Roma. Le previsioni dicono che i casi continueranno a crescere almeno fino a metà luglio. Secondo alcuni studiosi comunque l’aumento dei casi di questa estate può avere un ruolo positivo in vista dell’autunno: “Visto quello che sta succedendo adesso, se non dovesse arrivare una nuova variante, proprio l’alta circolazione estiva potrebbe darci un autunno più tranquillo”, ha detto nei giorni scorsi a Repubblica l’epidemiologo Pierluigi Lopalco. Chi è comunque positivo è meglio resti in quarantena, per evitare di contagiare soggetti deboli, come anziani e immuno depressi. “Chi è in buona salute – spiegato Lopalco - ad esempio, non rischia ma cerchi solo di capire quanto il Covid impatta sul suo lavoro. Chi invece si occupa di un fragile, si impegni a proteggere quella persona con i comportamenti corretti, ad esempio indossando la mascherina al chiuso. Adesso è questione di responsabilità individuale”. In Sicilia, l’ultimo dato dice che vi sono oltre 81 mila persone positive e sarebbero anche solo una parte perché sono ancora tanti coloro che, dopo un tampone positivo a casa, evitano di comunicarlo alle Asp sottoponendosi ad una rigida quarantena.

 

 

Serve insomma responsabilità anche a soprattutto in vista del ritorno delle feste patronali – si pensi al Festino di Santa Rosalia a Palermo o a San Calogero ad Agrigento – con migliaia di persone ammassate per strade.

 

 

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