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Covid-19

Il Covid mette ospedali ko, Liberti: «Non si potevano prevedere 15mila positivi a settimana»

Il commissario per l'emergenza Covid a Catania "disegna" il quadro della situazione dei posti letto in città e provincia e si sta attivando per recuperarne altri

Di Giuseppe Bonaccorsi

Commissario Liberti, gli ospedali stanno scoppiando di malati Covid e i posi letto non bastano più. Come intendete intervenire?
«Proprio questa mattina incontrerò tutti i direttori generali delle aziende ospedaliere e li pregherò di trovare una soluzione insieme a me. Intendo chiedere l’individuazione di 80 posti complessivi per potere ricoverare quante più persone possibili. Noi oggi dobbiamo uscire dalla riunione con una soluzione».

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Dica la verità il Covid vi ha colto nuovamente di sorpresa... Eppure i medici infettivologi erano mesi che lanciavano l’allarme.
«Dobbiamo chiarire un punto. Dai dati in nostro possesso buona parte dei soggetti che arrivano in ospedale sono malati con il Covid, non per il Covid. Mi spiego meglio. Abbiamo la notizia che diversi ammalati arrivano in ospedale per altre patologie e poi, una volta effettuati i tamponi risultano positivi e quindi non possono certamente andare nei reparti ordinari, ma devono finire tra i malati Covid. Ecco il vero problema di questi tempi, dovuto al fatto che la curva dei contagi sta salendo vertiginosamente e siamo passati in 15 giorni da 3500 positivi a settimana a 15-16mila casi in sette giorni. E poi è chiaro che questi numeri in una minima percentuale si ripercuotono sugli ospedali. Nessuno si poteva attendere un incremento così improvviso. Ora capisco le critiche, ma non è che nessuno di noi poteva prendere 500 tra medici e infermieri e tenerli seduti in attesa della nuova ondata. Per questo adesso siamo in difficoltà».

Sì, è in parte chiaro. Ma nelle terapie intensive non ci vanno i malati per altre patologie con il  Covid, ma i gravi per insufficienza polmonare. Quindi i numeri sono ben più gravi e consistenti di prima...
«Nelle intensive non abbiamo criticità. Al Garibaldi abbiamo oggi 12 pazienti su 20 posti. Quindi abbiamo ancora 8 posti a disposizione. A Biancavilla 6 ricoverati su 8 posti».

Al S. Marco e in altri ospedali, però, posti nelle rianimazioni non ce ne sono...
«Abbiamo sette posti al S. Marco tutti occupati e 4 posti su 4 al Cannizzaro. In particolare abbiamo ancora una decina di posti letto disponibili e quindi, per adesso, sulle intensive non siamo messi malissimo, ma siamo certamente messi peggio sulla degenza ordinaria. Stiamo tenendo con la Rsa di 50 posti letto ad Adrano, ma questi sono letti a bassa intensità di cura. Quello che ci manca al momento sono i letti per alta intensità di cure. Per questo con i direttori dobbiamo trovare una soluzione».

 

 

Il guaio è che i pronto soccorso stanno diventando tutti Covid e il malato ordinario, come al solito, rischia di avere una assistenza dimezzata... Non sarebbe stato meglio, secondo lei, prevedere l’obbligo vaccinale per i 50enni già da qualche mese?
«Allora: l’assistenza per i malati ordinari è garantita, ma ovviamente c’è molta più difficoltà. Quanto all’obbligo vaccinale l governatore Musumeci è da mesi che batte su questo tasto. Sono sicuro che se avesse potuto disporlo per ordinanza l’avrebbe fatto».

A Palermo hanno disposto il montaggio di alcune tensostrutture...
«Me lo ha detto l’assessore alla Salute. Io non credo che sia la soluzione per risolvere il problema degli acuti. A noi servirebbero posti a media intensità di cure... Questo è il punto del problema».

 

 

Ma da dove intendete reperire questi nuovi posti letto?
«Non lo so. Per questo devo parlarne con i direttori delle aziende».

Commissario, i medici e gli infermieri non ce la fanno più...
«Comprendo bene. Anche noi al team Covid siamo ormai da mesi e mesi sotto pressione».

Quando pensa che sarà raggiunto il picco?
«Penso per la metà di questo mese, una decina di giorni dopo la conclusione delle feste».

Pensa, come alcuni suoi colleghi, che Omicron sia meno aggressiva delle precedenti varianti?
«Questo virus ha insegnato che ogni cosa che diciamo poi viene puntualmente smentita. Certo che visti i numeri di contagi che oggi registriamo, se dovessimo metterli in correlazione col numero di malati che ricoveravamo durante l’ondata pandemia con la prima variante originaria, oggi dovremmo avere in ospedale 100-150 ricoveri al giorno e sarebbe una strage in tutte le parti del mondo. E’ evidente che i vaccini, ma anche forse una minore aggressività della Omicron sta consentendo di affrontare con maggiore calma l’emergenza. E questo anche perché la variante sembra meno patogena e poi le terze dosi hanno ormai raggiunto il 50% dele vaccinazioni. E copriranno ancora di più i cittadini. Comunque io mi mantengo cauto. Mai mi sarei immaginato che in 15 giorno potessimo passare da 3000 a 15000 casi...».
 

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