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Covid-19

Il Covid riaccende allarme negli ospedali: in Sicilia segnali di sofferenza ma sistema regge

Renato Costa, commissario emergenza Covid a Palermo, si esprime alla luce del numero di contagi in forte risalita non soltanto nel capoluogo siciliano, ma in tutta la Sicilia, dove attualmente i positivi sono 121.061 con 39 ricoverati nelle terapie intensive

Di Redazione

«Siamo abbastanza attrezzati e l'attenzione di questi giorni è sempre massima, come nelle settimane passate quando la forza del virus si era affievolita, ma oggi abbiamo una media a Palermo di circa 3mila contagi al giorno e la situazione negli ospedali comincia ad essere di sofferenza, tuttavia il sistema sta reggendo bene, come sempre». Lo dice Renato Costa, commissario emergenza Covid a Palermo, alla luce del numero di contagi in forte risalita non soltanto nel capoluogo siciliano, ma in tutta la Sicilia, dove attualmente i positivi sono 121.061 con 39 ricoverati nelle terapie intensive. I ricoverati negli ospedali dell’Isola complessivamente sono 1.048: 39 ad Agrigento, 48 a Caltanissetta, 217 a Catania, 31 a Enna, 117 a Messina, 377 a Palermo, 82 a Ragusa, 51 a Siracusa e 86 a Trapani.

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Proprio due giorni fa alle Regioni è arrivata una circolare che inviata al «potenziamento delle misure organizzative in risposta all’incremento della domanda di assistenza sanitaria» a causa della pandemia da Covid. Pertanto, «alla luce dell’attuale andamento epidemico e in considerazione degli ulteriori impatti assistenziali sul livello ospedaliero potenzialmente correlati alla maggiore diffusione del virus SarsCoV2, si ritiene importante raccomandare l’attivazione delle misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un incremento della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione, sia a livello ospedaliero che territoriale, garantendo l’adeguato ampliamento dei posti letto di area medica e di terapia intensiva dedicati al Covid, da modulare in base alle necessità contingenti, e la corretta e tempestiva presa in carico dei pazienti affetti dalla malattia in relazione alle specifiche necessità assistenziali, con particolare riferimento alle categorie più fragili». 

E sempre oggi sono state diramate le nuove linee di indirizzo in Sicilia, anche alla luce dello stato di allerta segnalato dal ministero della Salute considerato l'aumento esponenziale dei contagi nelle ultime settimane dovuti all’alta trasmissibilità della variante Omicron e delle sue sottovarianti. In mattinata nella sede dell’assessorato regionale alla salute, in piazza Ottavio Ziino, a Palermo, si è tenuto un vertice, coordinato dal direttore generale della pianificazione strategica Mario La Rocca, alla presenza dei commissari straordinari emergenza Covid di Palermo, Catania e Messina e dei direttori generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere. Saranno le aziende sanitarie a organizzare reparti medici e chirurgici specialistici, aree-stanze dedicate alla presa in carico dei pazienti, per esempio, positivi al Covid-19 asintomatici ma con necessità di ricovero in cardiologia o in altri reparti. Le nuove linee guida segnalano anche le caratteristiche dei locali di degenza, quindi, in ogni ospedale devono essere definiti percorsi assistenziali interni ai reparti specialistici di degenza, che prevedono l’isolamento dei pazienti asintomatici o paucisintomatici in stanza singola o per coorte (valutando lo stato vaccinale), in stanze a più letti con bagno dedicato, rispettando tutte le precauzioni assistenziali. Andrà collocata anche una specifica segnaletica. I posti letto di isolamento nei vari reparti dovranno essere gestiti in modo flessibile e i posti letto Covid, individuati secondo la distribuzione regionale, potranno essere rimodulati compatibilmente con il quadro epidemiologico. Resta nella competenza dei commissari emergenza Covid delle aree metropolitane, in accordo con i direttori generali delle aziende sanitarie di appartenenza, individuare eventuali presidi ospedalieri con prevalenza di posti letto Covid, ma anche concordare il personale necessario per le attività. «L'alto livello di immunizzazione determinato dalla vaccinazione - oggi l’84,9% della popolazione ha completato il ciclo primario - e dalla pregressa malattia - si legge nel documento - hanno permesso agli ospedali siciliani di far fronte all’aumenti dei casi, con il mantenimento dell’erogazione delle prestazioni generali ordinarie». 

La Sicilia, ad ogni modo, non rientra fra le 11 regioni considerate ad alto rischio. Dopo la Campagnia, considerata a più alto rischio, le altre regioni in cui c'è allerta sono: Puglia a 1320,5, Abruzzo a 1291,6, Umbria a 1275,8 e Lazio a 1250,9. Sono inoltre nove le Regioni classificate a rischio alto: Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Umbria e Veneto. La Toscana compare con una dicitura «non valutabile (equiparato a rischio alto)». Nessuna regione è a rischio basso. 

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