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Covid-19

Il "super green pass" per evitare le chiusure, ecco le misure per isolare i no vax

Il Governo e le Regioni d'accordo per provvedimenti può severi per salvare il Natale

Di Redazione

Il «super Green pass» fa passi da gigante: si allarga la platea di chi lo invoca e, probabilmente martedì, governatori ed esponenti dell’esecutivo cominceranno a delineare la forma del nuovo certificato verde. «Servono misure il prima possibile», chiede il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

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Il timing prevede, dopo la riunione Regioni-Governo e una serie di riunioni tecniche, la cabina di regia e il Cdm, forse giovedì. Secondo quanto si è appreso già in questa sede potrebbero essere decisi alcuni provvedimenti, come la riduzione della validità del green pass a 9 mesi e l’obbligo delle terze dosi per sanitari e personale delle Rsa - ma non è escluso che il governo decida di rimandare tutto alla settimana successiva, varando un unico pacchetto. 

 Una cosa comunque è certa: la stretta nei confronti dei non vaccinati non si applicherà per gli uffici o i mezzi pubblici, come pure si era ipotizzato. A ribadirlo è stato oggi lo stesso ministero delle Infrastrutture, ma l’idea è stata cassata anche dai sindacati di categoria, secondo i quali senza personale ad hoc i controlli sarebbero «impossibili». «Se si pensa di incaricare gli autisti di controllare i Green pass si è completamente fuori strada - dicono -. Servirebbe assumere personale addetto». 
 

Ma la stretta appare inevitabile. «L'alternativa - dicono quasi all’unisono il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga - è la chiusura», con la conseguente pesante ripercussione sul Natale. Non è un caso, infatti, che più di un italiano su dieci - secondo le stime di Coldiretti - abbia deciso di anticipare lo shopping per i regali da mettere sotto l’albero. 

Sul fronte vaccinale, invece, continua il pressing per allargare la platea degli immunizzati il più possibile: da domani aprirà ufficialmente la somministrazione della terza dose per gli over 40, con dieci giorni di anticipo rispetto a quanto inizialmente programmato. Un’evidente voglia di accelerare per garantire a gran parte della popolazione il ripristino della piena copertura contro il virus. 

Escluso ormai il ricorso all’obbligo vaccinale per tutti - misura che non convince né palazzo Chigi né una larga fetta dei governatori - si ragiona al massimo per un obbligo esteso a determinate categorie, ma sul tavolo dell’imminente riunione tra Draghi, Gelmini, Speranza e i Governatori ci saranno soprattutto le nuove misure per il cosiddetto «super Green pass». L'intenzione, com'è noto, è quella di vietare ai no vax l'accesso ai servizi di socialità, come cinema, teatri o ristoranti, in caso di cambio di colore delle Regioni. Prospettiva che, al momento, non appare all’orizzonte, ma che comunque potrebbe verificarsi, e anche presto, se è vero - come dicono gli esperti - che la quarta ondata farà triplicare i casi dai 10 mila di oggi a 30 mila. Quella del super Green pass, dunque, è una decisione che, spiega Fedriga, potrà da un lato «convincere anche gli ultimi indecisi» e dall’altro «dare certezza alle imprese, alle quali non possiamo dire 'vediamo in che zona sarete e se terrete aperto o no».

«Se noi non interveniamo - sottolinea - il risultato è che se una Regione passa in zona arancione o rossa è chiuso a prescindere per tutti». Concetto ribadito dal ministro degli Esteri, Di Maio: «L'alternativa al Green pass e ai vaccini è chiudere tutto e questo non ce lo possiamo né permettere né lo vogliamo». 

«Bisogna agire con nuove iniziative e, ad esempio, l’obbligo della terza dose per le categorie per cui è già previsto l'obbligo vaccinale penso sia un provvedimento che sarà approvato questa settimana», conferma il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. «Attendiamo invece indicazione dal Cts - aggiunge - per capire se è opportuno anticipare la terza dose a 5 mesi dal completamento del ciclo primario». Anche la scelta di "riportare la durata del green pass a nove mesi, credo sia una scelta ragionevole e basata sulle evidenze scientifiche», conclude Costa che lancia poi un appello ai tifosi ad indossare la mascherina sugli spalti perché - dice - «c'è veramente bisogno in questo momento di rispettare ancora tutte le regole e di far prevalere il senso di responsabilità».
 

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