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Covid-19

In Sicilia 1,1 milioni di “no vax” sotto i 50 anni, Siracusa, Messina e Catania le maglie nere

I dati della Regione: il 37,5% senza vaccino  e 7 giovanissimi su 10 totalmente scoperti, Palermo e Agrigento le province virtuose: raggiunta quota 67%
 

Di Mario Barresi

L’unico comune al sicuro è il più piccolo di Sicilia. Roccafiorita, in provincia di Messina, dove il numero di vaccinati supera addirittura quello dei residenti over 12: su un target di 172 cittadini, quelli che hanno ricevuto almeno una dose risultano 175, ovvero il 101,74%. Qualche “straniero” di buona volontà, o magari un errore statistico. Il posto più No Vax dell’Isola è sempre nel Messinese: Fiumedinisi, già comune “scatenizzato”, con appena il 34,55% di copertura sui teorici destinatari.
Non soltanto curiosità campanilistiche, ma un corposo dossier. Eccoli, i numeri reali. Nella regione al terzultimo posto in Italia per immunizzati (2.294.935, ovvero il 51,74%, secondo il report del ministero della Salute aggiornato a ieri pomeriggio), con la paura risvegliata dal trend estivo di nuovi contagi e ricoveri, proviamo a oltrepassare il chiacchierificio della politica e le faide fra opposti tuttologi social. E facciamo parlare i dati veri - quelli, aggiornati al 23 luglio, da poche ore sul tavolo dell’assessore Ruggero Razza - che condizioneranno le prossime mosse per velocizzare la campagna di vaccinazione in Sicilia.
Partiamo dai punti di debolezza. Riguardanti soprattutto alcune fasce d’età. Non sorprende che la caccia agli under 20 sia ancora un’incognita: quasi il 70% (274.573 persone) ancora da vaccinare, con appena il 14% immunizzato. Ancora più preoccupanti, al di là delle cifre assolute, sono i tassi di copertura dei siciliani d’età compresa fra i 20 e i 49 anni: 836.179 sono senza nemmeno una dose, con percentuali che vanno dal 41,27% (40-49 anni) al 49,83% (30-39 anni) passando dal 47,92% dei 20-29enni. Se si sommano tutti i siciliani sotto i cinquant’anni si arriva a un numero significativo: 1.110.752 ancora da vaccinare. Più si sale nella fascia anagrafica e più i dati migliorano: i “no vax” sono poco meno di un terzo fra 50 e 59 anni, il 15,74% gli over 80. 
Ma le statistiche inedite riguardano la distribuzione territoriale. La provincia meno immunizzata è Siracusa, con il 42,75% da coprire, seguita da Messina (42,07%) e Catania (41,94%). In cima al podio c’è Palermo, dove il 67,43% è vaccinato, superando al fotofinish Agrigento (67,39%), seguita da Enna e Ragusa che si attestano sul 64%. Provando a fare uno zoom sulle fasce d’età, emergono altri elementi di riflessione. Il picco di copertura più alto si registra fra gli over 80 ragusani: 92,83%, mentre il record negativo è il 23,46% degli under 20 vaccinati nel Messinese. L’alfa e l’omega di un prospetto con altre sfaccettature interessanti. Ad esempio si scopre che ben quattro province (Ragusa, Catania, Messina e Siracusa) sono sotto il 50% di vaccini a chi ha fra i 30 e i 39 anni, oppure che sulla copertura dei 60-69enni ci sono dieci punti di differenza fra l’80% di Agrigento e il 70% di Messina e infine che nella fascia 50-59 anni due palermitani su tre sono vaccinati, mentre nel Siracusano il dato è di poco superiore alla metà del target.
 E poi i dati dei singoli comuni. Oltre al primato mignon di Roccafiorita, la classifica dei campanili riserva curiosità e sorprese. A partire dai capoluoghi di provincia, con quest’ordine di virtuosità: Ragusa (74,06% di vaccinati), Enna (73,64%), Palermo (70,40%), Agrigento (69,98%), Caltanissetta (66,69%), Trapani (59,76%), Catania (63,73%), Siracusa (59,51%), Messina (55,92%). E sono da valutare con attenzione anche i “testacoda” territoriali: già detto dei centri messinesi al primo e all’ultimo posto in Sicilia, ecco il meglio e il peggio di ogni singolo territorio: Comitini (83,17%) e Ravanusa (52,03%) nell’Agrigentino; Acquaviva Platani (85,94%) e Niscemi (49,96%) nel Nisseno; Maletto (73,41%) e Castel di Iudica (44,20%) nel Catanese; Sperlinga (77,83%) e Agira (47,51%) nell’Ennese; Palazzo Adriano (91,76%) e San Mauro Castelverde (50,94%) nel Palermitano; Giarratana (74,53%) e Acate (49,46%) nel Ragusano; Buscemi (78,17%) e Francofonte (44,51%) nel Siracusano; Calatafimi-Segesta (76,09%) e Pantelleria (50,77%) nel Trapanese.
Gli ultimi elementi di riflessione del dossier dell’assessorato regionale alla Salute riguardano il tipo di vaccino e soprattutto il luogo di somministrazione.
Rispetto ai 4.828.935 di dosi aggiornate al 23 luglio, ben il 76,19% è di Pfizer (con punte di quasi l’80% a Catania e un uso minore a Palermo col 74%), mentre il resto è suddiviso fra AstraZeneca (quasi il 12%, una media fra il 9% di Messina e il 15% di Caltanissetta) e Moderna (4,51%, con Palermo e Messina al doppio della media regionale); ancora infinitesimale l’utilizzo di Janssen, con poco più di 100mila prime dosi, pari al 2,13% del totale.
Infine, i dati sui diversi luoghi di somministrazione confermano l’efficacia (soprattutto nella fase iniziale) dello strumento dell’hub, con 2,1 milioni di dosi. Nel derby stravincono quelli di Palermo, che con oltre 730mila inoculazioni totalizzano più del doppio delle 333mila di Catania. Meno produttivi i centri vaccinali (per lo più strutture ospedaliere), che raggiungono 1,6 milioni di somministrazioni, mentre è confortante che i punti vaccinali (ovvero le strutture della cosiddetta campagna di prossimità) abbiano già superato il milione di dosi. Si riparte da qui. Oltre che dal trend dell’ultima settimana considerata: +63% di prime dosi, con punte di +76% fra gli under 20 e la fascia 30-39 anni e un clamoroso +133% a Caltanissetta. La mission impossible di questa estate sul filo di liberazione e nuova paura si potrà realizzare soltanto stanando quel 37,5% (1.626.884 in cifra assoluta) di siciliani ancora in fuga dal vaccino.
Twitter: @MarioBarresi

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