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Covid-19

Italia al voto con la mascherina? Non c'è obbligo ma è "fortemente raccomandata"

L'invito di fonti del Governo mentre il sottosegretario Costa ha annunciato il prossimo abbandono dei dispositivi al chiuso: "Prepariamoci a convivere col virus"

Di Redazione

«Per gli elettori al voto nella prossima tornata amministrativa e referendaria le mascherine al seggio saranno fortemente raccomandate in considerazione del mutato quadro epidemiologico». Lo prevede una circolare del Viminale in seguito alla 
sottoscrizione di un accordo tra i ministri Luciana Lamorgese e Roberto Speranza. In precedenza l’uso della mascherina era 
obbligatorio.

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Una raccomandazione che arriva nello stesso giorno in cui il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ritiene che "ci siano le condizioni" per "l’addio alle mascherine al chiuso in Italia", complici i dati che indicano un calo progressivo di casi e ricoveri: "Una «rimozione delle misure restrittive in linea con l’obiettivo del Governo» che, ha detto Costa, è «creare le condizioni di convivenza con il virus». Nel frattempo arrivano i dati sulla circolazione della sottovariante BA:5 di Omicron, che dall’inizio di maggio a oggi in Italia è aumentata dallo 0,41% al 13%, secondo i calcoli fatti dal Ceinge-Biotecnologie avanzate sulla base delle sequenze genetiche del virus SarsCoV2 depositate nel nostro Paese nella banca dati internazionale Gisaid. 

In generale l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) indica che la pandemia continua a rallentare, con il 12% in meno in tutto il mondo, ad eccezione della Regione del Mediterraneo Orientale dell’Oms, che comprende la striscia che dal Nord-Africa e raggiunge il Pakistan. Migliora la situazione in Portogallo, dove i nuovi casi erano aumentati nelle ultime settimane sulla spinta della sottovariante BA.5, si nota una ripresa dei contagi in Germania, Francia, Austria, Belgio e Olanda. Fra le sottovarianti che potrebbero causarla c'è ancora la BA.2, con BA.2.12.1, BA.5 e BA.4. 

I numeri sono ancora pochi per dire se una di queste nuove sottovarianti potrà causare una nuova ondata di Covid-19: «è possibile, anche se sarebbero necessari più dati», osserva il genetista Massimo Zollo, coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge e dell’Università Federico II di Napoli. Quello che è chiaro, ha aggiunto, è che «il virus cerca di agganciarsi alle cellule in modo più efficiente».

Dal 25 maggio a oggi, prosegue, nel nostro Paese «sono state depositate 219 sequenze del virus SarsCoV2 e, di queste, 29 sono della sottovariante BA.5: è chiaro che con numeri come questi non è possibile tracciarla con esattezza in Italia». Le sequenze finora ottenute «provengono da Umbria, Lombardia ed Emilia Romagna, ma - rileva - è probabile che la BA.5 sia presente anche in altre regioni». 

Nel frattempo si guarda all’autunno e si preparano nuove contromisure. L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha adottato il primo elenco dei farmaci considerati critici per l'emergenza sanitaria da Covid-19 e negli Stati Uniti l’azienda Moderna ha annunciato i dati positivi di una versione aggiornata del suo vaccino anti Covid-19 contro la variante Omicron, dopo una sperimentazione condotta si 814 volontari. Non sono però noti eventuali dati sull'efficacia del nuovo vaccino contro le sottovarianti BA.4 e BA.5 ,che secondo molti esperti potrebbero diventare dominanti nell’autunno. 

Si prepara all’autunno anche il Consiglio degli esperti del governo tedesco sulla pandemia, nella convinzione che «non è certamente finita». Di autunno ha parlato anche Costa, per il quale «è ragionevole pensare che in autunno potremo avere dei vaccini aggiornati».
 

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