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Coronavirus, l'infettivologo ai siciliani: «Siamo ancora una popolazione “vergine”, attenti alla fase 2»

Covid-19

L'infettivologo: «Ancora troppi non vaccinati, con la variante Delta rischiano»

Il primario Iacobello: «Con la Delta forse dovremo raggiungere non più il 70% di immunizzati, ma addirittura l’80%».
 

Di Giuseppe Bonaccorsi

«Devo dire che sono molto preoccupato per la variante Delta. Ho la sensazione che in futuro ci potrebbe creare qualche difficoltà». E’ tornato a dirlo anche ieri il primario infettivologo del Cannizzaro, Carmelo Iacobello preoccupato, soprattutto, per l’andamento della vaccinazione. Le percentuali di vaccinati nella nostra provincia preoccupano e spiegano a chi ancora non lo ha capito che il raggiungimento della immunità di gregge è molto difficile, soprattutto perché c’è uno zoccolo duro di no vax e di cittadini che hanno paura che rende più difficile l’organizzazione dell’intera campagna.
 Qualche giorno fa addirittura il commissario Covid, Pino Liberti ha detto chiaramente che il caso della ragazza genovese deceduta dopo aver fatto il vaccino «ha provocato anche qui da noi un calo delle prenotazioni. Adesso sto ultimando un giro nei paesi ed entro la prossima settimana faremo partire le vaccinazioni di prossimità  e  quelle a km 0 per cercare di inseguire e vaccinare il maggior numero di persone over 60».

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Se prendiamo in esame le percentuali finora dei vaccinati si intuisce perfettamente che l’immunità di gregge è lontana. Oggi in provincia di Catania c’è un 27-28% di immunizzati totali con prima e seconda dose e un 47-48% soltanto con la prima. Siamo ancora sotto il 50% di vaccinati «e il guaio - spiega Iacobello - è che se non riusciremo a coprire con i vaccini una quantità molto significativa di popolazione ci saranno dei problemi. Adesso con la variante Delta non dobbiamo più raggiungere il 70% per l’immunità, ma dovremo arrivare almeno all’80% di vaccinati». «Indubbiamente - ha aggiunto - davanti a una variante simile che ha un incremento sino al 60% dei tassi di diffusione del contagio e con un impatto in termini clinici e sintomatologico più serio e con una popolazione che è ancora scoperta, il rischio diventa alto per tutti coloro che non si sono vaccinati. Io insieme ai miei colleghi sto continuando a diffondere questi messaggi nella speranza che chi non si è ancora immunizzato lo faccia. I no vax continueranno a immaginare che il mondo tornerà come prima. Ma purtroppo il mondo non è come prima. Nulla è come prima...».

Iacobello invita quindi tutte le autorità a continuare a martellare per spingere tutta la popolazione fragile a immunizzarsi: «Tanto più fragili saranno queste persone che hanno scelto di non vaccinarsi tanto più semplice sarà prendersi il virus mutato e finire in ospedale. E abbiamo la sensazione che se dovesse perdurare questo scenario con così tanta gente che rifiuta i sieri, in autunno avremo un aumento dei contagi e un nuovo impatto negativo negli ospedali».

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