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Covid-19

La Gran Bretagna approva l'uso della prima pillola contro il Covid da prendere a casa

Potrà ora essere prescritta a chi viene testato positivo e ha almeno un fattore di rischio ulteriore

Di Alessandro Logroscino

Dopo i vaccini come prima arma per frenare gli effetti più gravi del Covid 19, i cui contagi rialzano la testa un pò in tutta Europa con l’approssimarsi della stagione fredda, entra in gioco anche il Molnupiravir, prima pillola indicata per la cura dell’infezione da coronavirus a essere registrata sul pianeta: e ancora una volta è il Regno Unito ad anticipare tutti sul fronte delle autorizzazioni, come era già accaduto sul via libera alle vaccinazioni nel dicembre 2020. 

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L’agenzia regolatoria britannica (Mhra) ha infatti sdoganato oggi l’uso come terapia standard dell’antivirale nuovo di zecca messo a punto dal colosso farmaceutico americano Merck Sharp & Dohme in partnership con Ridgeback Biotherapeutics, e illustrato alcune settimane fa; che potrà ora essere prescritto a chi venga testato positivo nel Regno e abbia almeno un fattore di rischio ulteriore come obesità, cardiopatie, diabete o in genere un’età superiore ai 60 anni. Un medicinale - che agisce interferendo nella replicazione interna all’organismo del virus - che l’authority indipendente d’Oltremanica, formata da specialisti e scienziati di chiara fama, ha definito «sicuro ed efficace». Destinandolo per il momento a disposizione di chiunque, colpito da forme anche blande o moderate di Covid, debba fare i conti con condizioni di pericolo extra in grado potenzialmente di aggravare le conseguenze dell’infezione fino al ricovero in ospedale. L’indicazione della Mhra è chiara: andrà utilizzato per questa fascia di pazienti quanto prima dopo un tampone positivo, possibilmente entro 5 giorni. 

«Oggi è una giornata storica, diventiamo il primo Paese al mondo ad aver approvato un antivirale contro il Covid-19 che può essere assunto a casa», ha esultato Sajid Javid, ministro della Sanità nella compagine Tory di Boris Johnson; nelle sue parole si tratta di un farmaco che cambierà radicalmente in meglio le prospettive «dei pazienti più vulnerabili e immunodepressi, ai quali questo trattamento rivoluzionario potrà essere prescritto presto».

Il governo della Gran Bretagna - dove dall’inizio della pandemia si sono contati circa 140.000 morti e dove i contagi alimentati dalla variante Delta hanno ripreso a viaggiare nelle ultime settimane a 40.000 al giorno, seppure con un impatto molto meno grave su decessi e ricoveri rispetto alle ondate pre-vaccini della pandemia - si è intanto finora assicurato 250.000 confezioni di molnupiravir: contro le 50.000, per avere un termine di paragone, di un Paese europeo più o meno di pari grandezza come la Francia. Uno strumento ritenuto fondamentale a Londra - accanto al rilancio delle vaccinazioni, in particolare le terze dosi booster già in via di somministrazione sull'isola a tutti gli over 50, ai vulnerabili e al personale sanitario o dell’assistenza sociale - per provare a contenere l’impatto del rimbalzo stagionale dei nuovi casi sulle ospedalizzazioni. E di farlo senza ripristinare il grosso delle restrizioni: revocate fin dal 19 luglio in Inghilterra (mascherina obbligatoria inclusa) con un largo consenso popolare e di opinione pubblica. 

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