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Covid-19

La Sicilia fa il botto di contagi con 2.078 nuovi casi: rete ospedaliera si riorganizza

"Si sta tornando al modello della seconda ondata di emergenza Covid con la riconversione dei posti-letto a fisarmonica", ha affermato Mario La Rocca dirigente generale del dipartimento per la Pianificazione strategica dell’assessorato della Salute

Di Redazione

In Sicilia il numero di contagi supera quota 2mila (quelli registrati dal bollettino delle ultime 24 ore sono 2.078) soglia che non si registrava da mesi. La Regione si prepara a fronteggiare la probabile nuova ondata del virus con la riconversione dei posti letto ordinari in Covid negli ospedali. "Si sta tornando al modello della seconda ondata di emergenza Covid con la riconversione dei posti-letto a fisarmonica negli ospedali siciliani, a seconda delle esigenze e della curva dei contagi. Stiamo lavorando per farci trovare pronti, vista la situazione», conferma Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento per la Pianificazione strategica dell’assessorato della Salute.

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Gli ospedali si tengono pronti. «Al momento abbiamo ricoverati 11 pazienti su 16 posti, la scorsa settimana siamo andati avanti con una media di 1-2 ricoveri al giorno, ma il vaccino è l’unica arma che abbiamo», dice Baldo Renda, direttore della terapia intensiva dell’ospedale 'Cervellò di Palermo. Uno dei reparti pronti alla riconversione in posti Covid è la cardiologia, dove ci sono 16 posti. «Siamo in piena ripresa dei contagi e la situazione a Palermo, e direi in Sicilia - dice Tiziana Maniscalchi, direttore dell’area di emergenza del 'Cervellò - è simile a quella del resto del Paese, con la variante Omicron. L’affluenza maggiore riguarda giovani e giovanissimi tra i 16 e i 40 anni». A fronte di 41.651 tamponi, l’ultimo dato è di 2.078 nuovi positivi al virus rispetto ai 1.410 del giorno precedente, con l'Isola all’ottavo posto in Italia. Quindici le vittime.

 

 

L'incremento viene confermato dall’analisi della Fondazione Gimbe che nella settimana dal 15 al 21 dicembre ha rilevato «una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (450)» con una crescita del 42,1% rispetto alla settimana precedente. Sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (15%) e in terapia intensiva (8%) occupati da pazienti Covid-19». "La popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 72% (media Italia 77,9%) a cui aggiungere un ulteriore 3,7% (media Italia 3,1%) solo con prima dose; il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 38,6% (media Italia 51,2%)», evidenzia Gimbe. Ad Agrigento, il prefetto Maria Rita Cocciufa lancia l’allarme perché ben 60 mila persone non sono ancora vaccinate, ricordando che la variante Omicron «è 15 volte più contagiosa delle altre, consentirà al virus di diffondersi con una velocità incredibile». «Con tutte queste persone ancora non vaccinate, c'è un pericolo costante per loro, ma anche per tutti gli altri - avverte il prefetto -. Perché chi è vaccinato, chi ha fatto già la terza dose, potrebbe anche prenderlo il virus, ma molto probabilmente non finirà, secondo dati e informazioni che mi vengono dati dall’Asp, in ospedale. Non voglio entrare in questioni di carattere personale e ideologico, ma 60 mila persone non vaccinate, per questa provincia, sono veramente tante. Sono il 15% della popolazione della provincia». A Catania, sottolinea il commissario per l’emergenza Covid Pino Liberti, «in questo momento si trova in terapia intensiva oltre il 90% di persone non vaccinate e il restante ha solo una dose; vi è un solo caso di ricoverato con ciclo vaccinale completo, ma già con patologie importanti».

«Da parte nostra l’attenzione è massima e l’impegno altrettanto - aggiunge - .Auspico, però, comportamenti responsabili da parte dei cittadini. I contagi sono in risalita e le precauzioni sono fondamentali. Il vaccino resta la migliore protezione possibile insieme alle regole da rispettare: distanziamento, mascherine e igienizzazione delle mani». Intanto a Palermo, il direttore generale dell’Azienda sanitaria Civico di Palermo, Roberto Colletti, ha sospeso dal servizio tre sanitari che non hanno assolto all’obbligo vaccinale contro il Covid. 
 

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