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Covid-19

Malati "covid non covid", ecco qual è la soluzione per gli ospedali catanesi

Vertice tra tra il commissario Covid, Pino Liberti e i direttori generali delle aziende ospedaliere: via libera ai reparti specifici per chi soffre di patologie ma che arriva in corsia "positivo"

Di Giuseppe Bonaccorsi

Si è tenuta questa mattina una riunione tra il commissario Covid, Pino Liberti e i direttori generali delle aziende ospedaliere per fare il punto sulla situazione dei posti letto Covid, esaminare l'emergenza in atto nei pronto soccorso e prendere in esame e superare la proposta formulata tre giorni fa  al commissario e all'assessore regionale Ruggero Razza dai tre primari di Malattie infettive della città, Bruno Cacopardo, Carmelo Iacobello e Arturo Montineri. I tre esperti hanno sostenuto, sembra con una bozza inviata ai destinatari, che la situazione dei letti nei loro reparti  non è più sostenibile a causa di un buon 30% di posti occupati dai cosiddetti malati "Covid non covid", cioè quei malati di altre patologie, anche gravi (come infarti, leucemie, fratture di femore...) finiti nelle Malattie infettive solo perché risultati positivi al tampone effettuato al loro arrivo in ospedale.  I tre primari hanno inoltre  lanciato l'allarme dicendo che per questi pazienti  delicati nei  reparti non c'è una assistenza adeguata alle loro patologie.

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Secondo le prime indiscrezioni che arrivano, sul tavolo della riunione ci sarebbe  la proposta  di prevedere, quantomeno in questo periodo di emergenza, una Cardiologia, una Ortopedia e una Chirurgia Covid, quindi reparti separati dagli altri, da destinare a tutti questi malati "particolari" che giunti in ospedale per patologie  gravi sono finiti nelle Malattie infettive.

In questo modo si darebbe la possibilità alle Malattie infettive di poter trasferire in questi nuovi centri aperti  ad hoc tutti quei malati asintomatici positivi  che riceverebbero finalmente l'assistenza adeguata e consentire allo stesso tempo di liberare nelle Malattie infettive Covid i letti necessari per poter finalmente ricoverare tutti quei malati di polmoniti  - alcuni gravi e quasi tutti non vaccinati - ancora in attesa nei pronto soccorso.

La soluzione, in primis,  proposta dai tre primari di realizzare "aree grigie" Covid nei singoli reparti sarebbe stata considerata irricevibile a causa dei troppi cittadini non ancora vaccinati, perché si rischierebbe di creare cluster nei singoli reparti (come l'ultimo individuato alla Neurochirurgia del San Marco, con 4 pazienti contagiati) con il coinvolgimento di pazienti già gravi e non vaccinati, moltiplicando così il rischio che alla fine  ci siano molti più soggetti fragili contagiati.  Inoltre sarebbe difficile da realizzare anche per la gestione del personale che dovrebbe dividersi tra Covid e non Covid. La proposta, invece,  di realizzare dei reparti Covid ad hoc di discipline delicate come chirurgia, ortopedia e cardiologia permetterebbe di superare questa situazione e consentirebbe alle Malattie infettive e alle Pneumologie Covid di  tornare ad occuparsi soltanto di malati Covid con polmoniti.

Bisognerà capire tra tutti gli ospedali catanesi e della provincia, dove saranno individuati e concentrati  questi reparti ad hoc per superare l'emergenza. La soluzione potrebbe quindi essere questa e arrivare già oggi al termine della riunione tra Liberti e i direttori generali.

Ma se fosse questa  la decisione tornerebbe di attualità  il problema già sollevato dalla stampa ad inizio pandemia. Ma non sarebbe stato più utile concentrare tutti gli sforzi sanitari contro il Covid in una sola struttura dedicata?

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