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Covid-19

Mascherine e smart working: le nuove regole nei posti di lavoro pubblici e privati

 Cisl e Uil che invitano a non abbassare la guardia mantenendo le protezioni nei luoghi di lavoro e la Confesercenti che consiglia alle aziende associate di continuare a fare usare la mascherina ai dipendenti

Di Redazione

Mascherine e smart working: si apre una fase nuova nei luoghi di lavoro. Dopo due anni di pandemia e di utilizzo serrato delle protezioni delle vie respiratorie, dall’1 maggio cade infatti l’obbligo d’impiego di tali dispositivi, tranne alcune eccezioni, ma nei luoghi di lavoro del settore privato saranno i protocolli aziendali a dettare la linea mentre negli uffici pubblici la Ffp2 resta raccomandata per il personale a contatto con il pubblico e negli spazi comuni. E nuove regole arrivano anche per lo smart working. Un cambio di rotta mentre si conferma stabile il trend dell’epidemia di Covid-19 in Italia. 

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Per quanto riguarda le mascherine, il ministero della Pubblica amministrazione, con una circolare emanata oggi, ha chiarito che dall’1 maggio l’uso delle FFP2 negli uffici pubblici «è raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale fragile, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti». Il dicastero ha invitato le amministrazioni a dare indicazioni tempestive sul loro uso, pur decadendone l'obbligo. Diversa la situazione nel privato: alla luce del nuovo quadro cruciale sarà l’incontro con le parti sociali in programma per il 4 maggio, dove si valuterà un aggiornamento dell’ultimo Protocollo sulle misure per il contrasto del Covid nei luoghi di lavoro del 6 aprile 2021, che prevede l’obbligo di mascherina. Si deciderà, in sostanza, se mantenere tale protocollo oppure rimodularlo. Ad ogni modo, almeno fino alla data dell’incontro, il Protocollo resta vigente e di conseguenza resta l’obbligo delle mascherine. Al momento, pare prevalere un atteggiamento di cautela, con Cisl e Uil che invitano a non abbassare la guardia mantenendo le protezioni nei luoghi di lavoro e la Confesercenti che consiglia alle aziende associate di continuare a fare usare la mascherina ai dipendenti. Anche la Fida-Confcommercio, in attesa delle decisioni del 4 maggio, ritiene comunque «indispensabile» il mantenimento della mascherina per i lavoratori almeno fino al 15 giugno. La Federazione Moda plaude allo stop delle mascherine per i clienti, mentre l’Anica giudica penalizzante la proroga dell’obbligo nei cinema. L’approccio di cautela è ribadito dal ministro della Salute Roberto Speranza, che sottolinea la necessità di «insistere con le vaccinazioni e con l’uso della mascherina in tutte le occasioni in cui si rischia il contagio». 

Altro fronte è quello dello smart working. E’ prorogato fino al 31 agosto, anche in assenza degli accordi individuali, per i lavoratori del settore privato. Proroga fino al 30 giugno, invece, per i lavoratori fragili pubblici e privati e per i genitori di figli con fragilità. Intanto, i numeri dell’epidemia si mantengono stabili, con indici in lieve calo. Il bollettino del ministero della Salute indica che sono 58.861 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore (ieri 69.204). Le vittime sono 133 rispetto alle131 di ieri, e sono 371 i ricoverati in terapia intensiva, 11 in meno rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari tornano ancora sotto quota 10mila: sono 9.942 (-134). Un trend confermato dall’ultimo monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, che rileva una lieve diminuzione dell’indice Rt (a 0,93), ma registra un leggero aumento dell’incidenza dei casi (699 su 100mila abitanti). Diminuisce pure il tasso nazionale di occupazione delle intensive (al 3,8%) e dei reparti (al 15,6%). La situazione epidemiologica è dunque «stabile», afferma il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, ma data «l'elevata velocità di circolazione del virus, è bene continuare la campagna vaccinale con i richiami e mantenere comportamenti prudenti, con l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi, affollati e ovunque ci sia rischio di contagio». Rinnova l'invito alla cautela anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Bruferro, sottolineando che i casi sono «in netta decrescita nella fascia 0-9 anni, mentre sono in crescita nella fascia 70-79 anni e tra gli over-80». In aumento le reinfezioni, per effetto della variante Omicron dominante. 
 

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