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Covid-19

Musumeci blinda la "zona bianca" in Sicilia: «Ma a Natale evitiamo tavolate di 20 persone»

Il presidente della Regione: «In questo momento nell'isola il pericolo non si evidenzia ma la situazione contagi può cambiare»

Di Redazione

«Friuli Venezia Giulia rischia Natale in zona gialla? Mi dispiace per il Friuli. In questo momento in Sicilia il pericolo non si evidenzia ma la situazione contagi può cambiare, quindi teniamoci cara questa condizione di "bianco" salvaguardandolo senza troppe rinunce».

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Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso di una conferenza stampa Palazzo d’Orleans in occasione della presentazione del presepe nei giardini e l’accensione delle luminarie esterne della presidenza.

«Possiamo evitare le tavolate restando lo stesso in famiglia, invece di essere in 20-30 possiamo essere 8, facendo gli auguri prima a parenti e persone care e abbiamo rispettato le norme del buonsenso».

«Anziani che non vogliono vaccinarsi o sottoporsi alla terza dose? Gli anziani sono molto legati ai loro principi e alle loro tradizioni. E’ difficili poterli convincere della necessità del vaccino, sono pessimisti per natura. Dobbiamo lavorare su questa fascia di indecisi che si sta assottigliando lentamente. I dati per la prima dose in crescita nelle ultime settimane sono incoraggianti, cresce la consapevolezza della necessità di vaccinarsi» ha aggiunto il presidente.

«Se io ho fatto la terza dose? No, ancora non è passato il periodo. Ho fatto il richiamo a fine luglio, quindi farò la terza a metà dicembre. La terza dose è essenziale perché spesso si arriva all’appuntamento della nuova somministrazione con una capacità reattiva degli anticorpi assolutamente scarsa. Sono ottimista, anche le terze dosi stanno crescendo, la gente ha capito che non bastano più due dosi e forse dovremo abituarci, secondo alcune voci provenienti dal mondo della scienza, a pensare anche alla quarta, però ancora è presto. Intanto auguriamoci che la terza dose sia un obiettivo condiviso da tutti, almeno da coloro che si sono già sottoposti al vaccino, altrimenti si vanifica lo sforzo della prima e della seconda dose».
 

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