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Daniela Di Stefano direttrice dell'Unità di Terapia Intensiva e Rianimazione del Garibaldi Centro

Covid-19

Nella Sicilia gialla le Rianimazioni tornano a scoppiare: l'identikit del paziente grave

Non vaccinati, tra 40 e 60 anni. La dottoressa Di Stefano, direttrice dell’Unità operativa di Terapia Intensiva e Rianimazione del Garibaldi Centro: «Disperiamo di salvarli». E dopo l'intervista il decesso di due malati

Di Giuseppe Bonaccorsi

Dottoressa Daniela Di Stefano com’è la situazione nel suo reparto. Siamo nuovamente in grande emergenza?

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«Direi di più: in grandissima emergenza - risponde per telefono la direttrice dell’Unità operativa di Terapia Intensiva e Rianimazione del Garibaldi Centro - Purtroppo abbiamo il reparto pieno come l’anno scorso e non abbiamo un posto.  Abbiamo riaperto il reparto al Covid nel giorno di Natale e in due giorni tutti i 14 posti disponibili sono stati riempiti».

Le risulta che nelle altre terapie intensive della provincia e della città si sia nella medesima situazione del suo reparto?

«Mi risulta di sì. Siamo pienissimi».

Allora siamo tornati nella stessa situazione dell’anno scorso?

«Da un punto di vista sì, ma con l’aggravante che in passato ricoveravamo in Intensiva soprattutto 70enni, 80enni e novantenni. Ora il target oscilla tra i 40 e i sessant’anni».

I suoi pazienti sono tutti gravi?

«Direi di più, sono gravissimi, la maggior parte è non vaccinata e proprio in queste ore li stiamo intubando tutti. Ormai  sappiamo bene tutti che l’intubazione in un paziente Covid corrisponde allo stadio più grave della malattia».

 

 

Avete vaccinati in reparto?

«Su 14 pazienti ne abbiamo due, uno con una sola dose e il secondo vaccinato con due dosi, ma con seconda dose  fatta però sette mesi fa e, quindi, si desume con una carica immunitaria meno consistente, anche se l’immunizzazione è individuale. Comunque in ogni caso i due  vaccinati sono pazienti che speriamo di far sopravvivere».

I più gravi sono quindi i non vaccinati?

«I pazienti che disperiamo di poter salvare sono tutti non immunizzati e tra questi ci sono anche quarantenni e cinquantenni».

Questi pazienti hanno scarsa probabilità di sopravvivenza?

«Sono tutti a rischio altissimo di mortalità. E la percentuale di decessi è altissima perché quando si viene ricoverati in rianimazione  la malattia non ha colpito soltanto i polmoni ma s'è trasformata già in  una patologia multiorgano. Non sono soltanto  i polmoni ad essere compromessi, ma tutto  il sistema vascolare e cardiaco e tutto l’organismo. Alla fine chi dovesse sopravvivere continuerà ad avere problemi enormi di salute».

Il malato più grave quanti anni ha?

«E’ sulla cinquantina».

(Dopo questa intervista due pazienti non ce l'hanno fatta e sono andati ad allungare la lista delle vittime siciliane del Covid, ndr)

Lei ha avuto modo di poter appurare se i suoi degenti  sono stati colpiti dalla variante Delta o dalla Omicron?

«No ancora, non abbiamo disposto un sequenziamento virale della variante, ma abbiamo intenzione di farlo».

Avete mai avuto in reparto pazienti con terze dosi?

«No, nessuno».

Quindi con la terza dose si dovrebbe stare tranquilli?

«Se i pazienti con terze dosi non ci sono è evidente che il vaccino funziona. Posso soltanto aggiungerle  che tutti i sanitari del mio reparto hanno fatto la terza dose e nessuno si è mai infettato, sia per il corretto uso dei Dpi che per la puntualità nella vaccinazione. In questo momento, in attesa di altre novità in campo farmacologico, l’unica difesa che abbiamo contro il Covid è il vaccino».

 

 

Secondo lei perché i  non vaccinati continuano a non capire?

«Io posso ribadirle soltanto quello che è il mio pensiero: per i non vaccinati l’unica salvezza resta il vaccino».

Sul fronte dei numeri, ieri altra giornata campale nei pronto soccorso con un continua andirivieni di ambulanze che pazienti con sofferenze respiratorie. Ieri  al Cannizzaro si sono avuti altri 6 ricoveri e tutti i reparti Covid sono pieni di degenti. Lo stesso si registra negli altri ospedali della città. Una stituazione simile si ha anche nelle altre grandi città siciliane, ecco perché da domani l'Isola torna in giallo: la pressione del Covid sugli ospedali è tornata farsi insostenibile.

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