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Covid-19

Novavax sta per arrivare in Europa: in Piemonte già 900 attendono il vaccino

L'Italia non è tra i primissimi paesi a ricevere le forniture ma non dovrà neanche aspettare molto

Di Redazione

E’ in arrivo nei Paesi europei il nuovo vaccino anti-Covid Novavax, le cui prime dosi sono state spedite agli Stati Ue dal centro di distribuzione olandese. L'immunizzante a base proteica, con una formulazione più tradizionale e già utilizzata per altri vaccini, rappresenta dunque una nuova arma che potrebbe convincere gli italiani ancora esitanti a vaccinarsi. E nell’attesa che partano le somministrazioni col preparato proteico, procedono le prenotazioni per la quarta dose booster con vaccino mRna per i soggetti fragili: l’avvio della vaccinazione è prevista l’1 marzo, ma il Lazio ha fatto da apripista con le prime dosi effettuate oggi. 

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Tra i primi Paesi a ricevere le dosi Novavax, ha comunicato l'azienda produttrice statunitense, ci sono Germania, Francia e Austria, Gli altri Paesi seguiranno rapidamente. L’accordo stipulato con la Commissione Ue prevede la fornitura di 100 milioni di dosi con l’opzione per altri 100 milioni. Si tratta del primo vaccino contro il Covid-19 a base di proteine autorizzato in Europa (ma non ancora negli Usa). Prevede un ciclo di due dosi per gli over18 a distanza di 21 giorni l’una dall’altra. L’avvio delle somministrazioni dipenderà dall’arrivo delle dosi. Al momento sono partite le prenotazioni in varie Regioni ed i numeri finora raggiunti sono consistenti. In Piemonte, prima in Italia ad avviare le prenotazioni, le adesioni al momento sono circa 900. Le dosi in arrivo con la prima fornitura, che dovrebbe essere consegnata entro il mese, sono 72.700. Le prenotazioni sono partite anche nelle Marche e le dosi sono attese per gli inizi di marzo, mentre slitta nel Lazio il giorno di prenotazione, previsto per domani, poichè non si ha ancora certezza sul giorno di arrivo delle forniture del vaccino. In Lombardia le somministrazioni del Novavax inizieranno invece venerdì. Già entro fine febbraio, ha annunciato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, «arriverà un milione di dosi Novavax ed altri due milioni arriveranno nel prossimo mese, quindi non c'è un problema di carenza» ed i cittadini «potranno scegliere». E' dunque probabile, sottolinea Roberto Cauda, infettivologo del Policlinico Gemelli di Roma, che «una percentuale di italiani ancora esitante rispetto alla vaccinazione potrebbe aderirvi essendo rassicurata dalla formulazione più tradizionale di questo immunizzante». Al momento, rileva, il Novavax «verrà utilizzato per il ciclo primario a 2 dosi della vaccinazione anti-Covid, ma è molto probabile che in tempi brevi si possa arrivare - afferma - all’approvazione anche del booster con lo stesso vaccino, perchè gli studi sono in atto». Intanto, è partita oggi nel Lazio la quarta dose per i fragili: è la prima regione in Italia.

La somministrazione è partita a Rieti e Frosinone e riguarda la platea dei trapiantati, dializzati, immunodepressi. Il quarto richiamo deve essere somministrato a 120 giorni dalla 3/a dose. Le somministrazioni sono iniziate anche a Latina e anche qui attraverso la chiamata diretta. Da domani invece sarà possibile prenotare online la quarta dose di vaccino per i soggetti indicati. Nelle altre Regioni l’avvio della somministrazione della quarta dose booster ai fragili è prevista dall’1 marzo e la platea dei soggetti interessati è pari a 889.999 persone in tutta Italia con «marcata compromissione della risposta immunitaria». La campagna vaccinale, dunque, procede e si arricchisce di ulteriori strumenti ma l’invito degli esperti resta comunque quello a non abbassare la guardia, anche se oggi i paesi sono più preparati a fare fronte a nuove emergenze. E’ infatti «certo che arriveranno altre varianti» ma, afferma la virologa Ilaria Capua, «saremo sempre più capaci di affrontarle. Oggi abbiamo un armadio pieno di strumenti per combattere il virus, quindi credo bisognerebbe parlare meno del Covid e iniziare a trattarlo come una situazione di convivenza forzata ma anche abbastanza naturale, perché conviviamo con tantissimi agenti patogeni». 
 

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