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Covid-19

Obbligo Green pass per entrare da barbieri e parrucchieri: ecco invece dove l'ingresso sarà libero

Il Governo Draghi al lavoro per limare il testo del Dpcm, atteso a breve, in cui sono elencate le attività commerciali e di servizio in cui non occorre esibire la certificazione

Di Redazione

Dopo l'obbligo di ingresso con il Green pass, che scatterà domani e sarà valido fino al 31 marzo per parrucchieri, barbieri ed estetiste, è in dirittura di arrivo il Dpcm che individuerà i negozi per i quali invece non sarà necessario il Green pass. Il Governo starebbe limando, con una firma che potrebbe arrivare già domani, il testo del decreto. 

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Tra le novità ci sarebbe anche l’ingresso pass free alle Poste per il ritiro della pensione, mentre per gli altri servizi postali resterà necessario il green pass (base o rafforzato). In generale l’accesso sarà libero nei supermercati e in farmacia, dall’ottico e per il riscaldamento. Lo stesso per le attività all’aperto come benzinai, mercati, edicole. Il pass servirà invece per comprare le sigarette dal tabaccaio. La misura vale anche per i colloqui con detenuti in carcere. Le verifiche che l'accesso a queste attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni sono a carico dei «relativi titolari, gestori o responsabili». Sanzioni da 400 a mille euro per i trasgressori.

 

 

E si stanno facendo passi avanti poi verso la modifica del sistema dei colori che potrebbe far finire la metà delle Regioni in arancione, a breve sotto la spinta dei contagi. L’ipotesi - emersa oggi ad un tavolo tecnico cui hanno partecipato esperti del ministero della Salute e delle Regioni - è quella di considerare casi Covid soltanto i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia, senza includere gli asintomatici in ospedale per altre patologie. Frenata, invece, sulla richiesta di riduzione a 5 giorni delle quarantene per i sintomatici.

 

 

I governatori lo chiedono ormai da giorni. «Il sistema dei colori non sembra avere più molto senso», spiega il presidente della Toscana Eugenio Giani. «Io penso - gli fa eco il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini - che vada eliminato: attualmente, ad esempio, in zona gialla è tutto uguale al bianco». «I colori servono a poco e il sistema va abolito, su questo noi governatori siamo pressoché tutti d’accordo», ha detto Donato Toma, presidente del Molise. Oggi c'è stata una prima riunione del tavolo di lavoro dedicato al tema cui hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza ed il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli, insieme a rappresentanti delle Regioni. Nei prossimi giorni ci saranno altri confronti per cercare di arrivare ad una posizione condivisa.

«C'è - osserva il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa - una platea del 90% di vaccinati. Di fronte a questo il sistema dei colori generalizzati non ha più senso. L’unico criterio che deve rimanere è quello della zona rossa». Se il tavolo tecnico ha aperto ad un nuovo calcolo dei ricoverati, escludendo gli asintomatici, non è invece passata l'ipotesi di tagliare a 5 giorni la quarantena per i positivi sintomatici. Secondo gli esperti, a quanto si apprende, mancano, ad oggi, sufficienti evidenze scientifiche a sostegno dell’accorciamento dell’isolamento. Parere favorevole, poi, ad una rimodulazione del contact tracing con l’obiettivo di focalizzarlo sui sintomatici visti gli alti numeri dei contagi. 

 

 

 

 

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