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Covid-19

Pasticcio seggi, i componenti al secondo turno con il green pass o no?

Per le Comunali del 3 e 4 ottobre i presidenti dei seggi sono stati già nominati ed è complesso immaginare che possano cambiare al turno di ballottaggio del 17 e 18 perchè sprovvisti di green pass.

Di Massimo Nesticò

C'è il nodo green pass per i componenti dei seggi elettorali al secondo turno delle elezioni comunali in programma il 17 ed il 18 ottobre prossimi. A far sorgere dubbi in materia è il decreto pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, che impone l’obbligo, a partire dal prossimo 15 ottobre, della certificazione verde per il personale delle Amministrazioni pubbliche, compresi «tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso le amministrazioni, anche sulla base di contratti esterni». 
 Nel provvedimento non si citano scrutatori e presidenti di seggi e se essi rientrino tra il personale del settore pubblico sottoposto all’obbligo della certificazione verde è argomento non chiarito e che si presta a diverse possibili interpretazioni. Quello che è certo è che i presidenti dei seggi vengono nominati dai presidenti delle Corti d’appello, mentre gli scrutatori sono nominati dalla commissione elettorale comunale ed il segretario viene scelto dal presidente. Il seggio è una sorta di ufficio pubblico "temporaneo" e tutti i componenti, durante l’esercizio delle loro funzioni, sono considerati, per ogni effetto di legge, pubblici ufficiali. La legge prevede che la composizione del seggio per il secondo turno, a parte le sostituzioni determinate da «gravi impedimenti», debba rimanere immutata rispetto al primo turno. Per le Comunali del 3 e 4 ottobre i presidenti dei seggi sono stati già nominati ed è complesso immaginare che possano cambiare al turno di ballottaggio del 17 e 18 perchè sprovvisti di green pass. E bisognerebbe anche individuare, eventualmente, chi siano «i datori di lavoro tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni» da parte loro, come indica il decreto. 

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 Si vedrà se il Governo vorrà puntualizzare con un provvedimento ad hoc la questione. Per ora è in vigore il protocollo sanitario firmato lo scorso 24 agosto dai ministri di Interno e Salute, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, che stabilisce, sulla base di indicazioni giunte dal Cts, le misure da adottare per prevenire il rischio in infezioni durante le operazioni di voto che ad ottobre coinvolgeranno 15 milioni di italiani. L’obbligo del pass, si legge in una circolare inviata dal Viminale ai prefetti, c'è soltanto per i componenti dei seggi delle sezioni elettorali ospedaliere e di quelle allestite nelle Rsa. Nelle sezioni normali - come già avvenne per le elezioni dello scorso anno - saranno semplicemente in vigore una serie di prescrizioni anti-Covid: scrutatori, segretario e presidente, durante la permanenza nel seggio, devono indossare la mascherina chirurgica, sostituirla ogni 4-6 ore; mantenere sempre la distanza di almeno un metro dagli altri componenti e procedere ad una frequente e accurata igiene delle mani. L’uso dei guanti è consigliato solo per le operazioni di spoglio delle schede.
 

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