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Covid-19

Sicilia, il piano ”anti-giallo” della Regione: ma è corsa contro il tempo

Per scongiurare il cambio di colore entro il 15 agosto vanno riattivati i posti letto chiusi quando l'emergenza sembrava finita 

Di Mario Barresi

Una riunione-fiume con i vertici della sanità siciliana. Con la bandiera bianca a sventolare sul tema della campagna di vaccinazione che non si schioda da dati da zona retrocessione. «Abbiamo fatto davvero di tutto, ma c’è uno zoccolo duro che resiste a qualsiasi iniziativa, compresa la campagna di prossimità», la sintesi del vertice. Ruggero Razza (nella foto accanto) non demorde e pensa a ulteriori iniziative e appelli, ma dai manager di aziende sanitarie e ospedaliere arriva una scrollata di spalle: «Speriamo nell’effetto Green Pass».

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Ed è anche per questo che la strategia “anti-giallo” della Regione adesso si sposta dagli hub agli ospedali. L’assessore alla Salute ha chiesto un immediato potenziamento dei posti letto: circa 500 fra terapie intensive e degenze ordinarie, già entro Ferragosto. Un piano per arginare il tasso di occupazione dei reparti in crescita, fino a sfiorare la soglia d’allerta per la zona gialla. «Quando abbiamo superato la fase critica i posti letto sono stati disattivati e non più caricati nel sistema. L’obiettivo - scandisce Razza nel corso dell’incontro - è riportare la dotazione a quella di marzo 2021».

Secondo i dati Agenas in Sicilia c’è una dotazione di 731 posti in terapia intensiva e di 3.134 in area non critica. Dovrebbero arrivare a un totale di almeno 4.400, di cui quasi 800 di rianimazione, comprese le nuove 40 postazioni di rianimazione consegnate con i lavori finanziati dalla Protezione civile.

Nel corso del confronto con i manager di Asp e ospedali siciliani è stato sollevato anche il tema della «appropriatezza dei ricoveri». Secondo alcune stime sul tavolo dell’assessorato, infatti, in alcuni casi c’è «un numero complessivo di ricoveri superiore a quelli dovuti in base ai dati delle cartelle cliniche dei pazienti». Un trend che sarebbe più diffuso nei reparti ordinari, in cui in questo momento ci sono 448 persone.ù

 

 

Sui numeri che incidono nelle misure restrittive del governo nazionale (in parte gli stessi dell’inchiesta aperta a Palermo) i vertici della sanità siciliana hanno discusso anche tenendo conto del peso dei «circa due milioni e mezzo di cittadini, fra turisti e siciliani residenti altrove che tornano per le ferie, in carico al sistema sanitario regionale». Ciò significa che la “popolazione” dell’Isola, ai fini delle statistiche Covid (a partire da quelle sui contagi), «in agosto aumenta del 50 per cento», come ha fatto notare Razza, dicendosi «non preoccupato per i dati sui contagi giornalieri, frutto sia di questo fattore sia dell’efficacia del tracciamento».

Sul tavolo del vertice anche il via libera al protocollo del Cts regionale sulle cure domiciliari. Razza ha relazionato sulla «grande novità» relativa alla sinergia fra Usca e specialisti ospedalieri. In pratica verrà effettuta una valutazione  del quadro clinico del paziente e dell’idoneità della terapia, «compreso l’utilizzo dei monoclonali». Se il soggetto isolato a casa verrà giudicato curabile con una certa terapia domiciliare, «scatterà la visita del personale dell’Usca territoriale di riferimento - ha dettagliato l’assessore - con un medico specializzato per la somministrazione».

Un altro tentativo per ridurre la pressione sugli ospedali, arrivata al primo limite di guardia. E per allontanare quanto più possibile l’uscita dalla comfort zone di colore bianco.

Twitter: @MarioBarresi
  

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