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Covid-19

Sicilia, hub vaccinali deserti e troppi “no vax”: l'immunità di gregge è un miraggio

In provincia di Catania tanti centri ancora molto al di sotto del 50% della popolazione immunizzata. Iniziative anche nei lidi e nei ristoranti per intercettare i più restii

Di Giuseppe Bonaccorsi

Nuovo open day in tutti i centri della Regione, dedicato a tutta la popolazione superiore ai 12 anni per cercare di invogliare i cittadini che ancora non lo hanno fatto a vaccinarsi. Sarà possibile farlo senza prenotazione e ricevere i sieri di Moderna e Pfizer. Si tentano  ormai tutte le strade per vaccinare le persone, dosi anche nei lidi, nei supermercati, nei ristoranti ma la situazione non è facile e le vaccinazioni sono nettamente in calo- 

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Diversi i fattori che concorrono alla frenata. Le Regioni lamentano un calo delle forniture, a pesare c'è lo stop di Astrazeneca e Johnson&Johnson per gli under 60. Ma anche la volontà di molti italiani di rimandare in queste settimane l’appuntamento con la prima puntura per evitare che la seconda capiti ad agosto, in pieno periodo vacanziero. 

E poi c'è chi non vuole immunizzarsi per scelta. Un piccolo esercito di “no vax”, non per ideologia ma per comodità. Così però si rischia di arrivare a settembre con un numero enorme di persone non coperte e quindi con la tanto sospirata immunità di gregge che resterà solo un miraggio, proprio nel momento in cui l'aggressiva vairante Delta sarà più diffusa.

Basta soltanto scorrere l’elenco dei vaccinati  dei paesi della provincia di Catania per comprendere in che situazione ci troviamo e cosa si rischia quando il virus, dopo la pausa estiva, riprenderà vigore diffondendo soprattutto le sue varianti più pericolose, in primis la Delta.

Nel Catanese ci sono Comuni dove, addirittura, sono più le persone non vaccinate che quelle immunizzate e dove è forte la resistenza delle persone a immunizzarsi.  Un discorso a parte va fatto per quelle persone che lontane dai centri vaccinali finora non sono state in grado accedere alla campagna vaccinale.
 Ovviamente, secondo gli esperti, chi per scelta non vuole vaccinarsi sbaglia  e rischia di causare in autunno la terza ondata della pandemia, soprattutto come detto causata da varianti ancora più aggressive e infettive come la Delta e l’ultima, la Y.

Ma vediamo nel dettaglio alcuni numeri della provincia etnea. Ad Aci Bonaccorsi, primo comune dell’elenco, su una popolazione  di 3.168 residenti, 1.573 sono i vaccinati, 1.595 i non vaccinati. Ad Aci Catena su una popolazione di 24.582 abitanti 10743 sono gli immunizzati, 13.839 i non.  Ad Acireale su 45.162 residenti gli immunizzati sono 21.578 i non 23.584.  Ad Adrano su 30.071 abitanti 14.091 risultano vaccinati mentre 15980 non hanno ricevuto neanche la prima dose. A Calatabiano la percentuale di non vaccinati supera il 60%, con 4.581 residenti e solo 1.773 vaccinati mentre i non immunizzati sono 2.808. A Camporotondo ci sono 4.543 residenti dei quali 1706 vaccinati e 2.873 non. A Fiumefreddo su 8.116 abitanti 3.138 sono i vaccinati e 4.978 i non immunizzati. C’è anche il caso Mazzarrone: su 3.482 residenti soltanto 923 sono i vaccinati e 2.559 i senza vaccini.

Anche Misterbianco non scherza. Su 43868 residenti solo 17168 sono i vaccinati mentre 26700 non lo sono. In tutti i centri della provincia c’è una media abbondante del 50% di non vaccinati e in alcuni addirittura la percentuale di non immunizzati supera il 70%. Fa eccezione soltanto Catania  dove su 261.925 residenti abbiamo 143.848 vaccinati e 118.077 non. 

«La gente non ha ancora capito a cosa si rischia di andare incontro - spiega il direttore sanitario dell’Asp, Antonino Rapisarda -. Dalla prossima settimana le squadre mobili saranno convertite per fare vaccini di prossimità nei paesi. Speriamo  di ottenere risultati che potrebbero arrivare anche con iniziative che saranno avviate nei centri turistici come i lidi. Stiamo facendo di tutto, ma purtroppo, in primis, deve passare il messaggio che il Covid non è affatto finito. La gente deve capire che questo atteggiamento rischia di essere negativo per tutti e deve convincersi  che siccome vedono  partite di calcio con spettatori non significa che  la situazione ormai volge al termine. Bisogna invece che si sappia che  già si parla del rischio di varianti che potrebbero diventare insensibili ai vaccini e la  situazione potrebbe sfuggire di mano. Per questo la gente deve capire che l’unica arma che oggi abbiamo è la vaccinazione e non possiamo stare inermi davanti a paesi dove addirittura c’è il 50% e passa di non vaccinati».

Nei giorni scorsi esperti del calibro del prof. Bruno Cacopardo e del dott. Carmelo Iacobello hanno lanciato l’allarme sul rischio di diffusione delle varianti  proprio  tra i non vaccinati.

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