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Covid-19

Sicilia "sfora" tutti i limiti su contagi e ricoveri ma resta "bianca" (almeno) per altri sette giorni

L’ufficialità su eventuali nuove ordinanze, che al momento sembrano escluse, arriverà comunque solo con il report settimanale

Di Redazione

L’Italia prova a scongiurare il giallo almeno per la prossima settimana, con la Sicilia nelle ultime 24 ore già oltre le soglie sull'occupazione dei posti letto per il Covid mentre i dati aumentano anche in altre regioni "a rischio" per settembre.

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L’Isola ha registrato lo sforamento delle tre soglie: dopo aver abbondantemente superato gli indici sull'incidenza dei contagi, i positivi al Covid in terapia intensiva occupano l’11% dei posti (il limite per restare in zona bianca è il 10%) e nei reparti ordinari sono il 17% (limite al 15%). Ma, avendo percentuali più basse nell’arco di tutta la settimana, potrebbe sperare di restare almeno per altri sette giorni nella fascia di rischio più bassa. Anche la Sardegna sale di un punto, con l’11% nell’area definita 'non criticà e il 10% in rianimazione, seguita dalla Calabria (rispettivamente 16 e 7%). L’ufficialità su eventuali nuove ordinanze, che al momento sembrano escluse, arriverà comunque solo con il report sul monitoraggio settimanale delle prossime ore. 

La variante Delta intanto continua ad avanzare tra le mutazioni del virus e in Umbria la sua prevalenza è «quasi totale», stimata al 97% in base alle ultime sequenze genomiche fatte su una quota considerata rappresentativa di tamponi molecolari. Secondo gli esperti la variante delta ha una capacità di infezione molto alta con un valore R0 compreso tra 6 e 8. E in tutta Italia i numeri crescono, seppure gradualmente: sono 7.260 i positivi ai test Covid secondo l’ultimo bollettino e 55 le vittime in un giorno (ma sono stati conteggiati dieci decessi in più, che riguardano i giorni precedenti). Il tasso di positività è del 3,5%, in leggero aumento rispetto al precedente 3,1% e in tutto il Paese sono 460 i pazienti in intensiva, 18 in più di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 40 e i ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.627 (+68). 

Anche se tutta l’Italia dovesse restare in zona bianca almeno per agosto, salvando la stagione turistica da ulteriori limitazioni, sembra quasi inevitabile che almeno una parte del Paese, in vista della prima settimana di settembre, possa passare al giallo: tra le regioni, oltre alla Sicilia, potrebbero esserci, appunto, Sardegna e Calabria. In questi ultimi eventuali casi si tornerebbe all’obbligo di mascherine anche all’aperto e al limite di quattro commensali al tavolo del ristorante. Con il nuovo profilo di rischio, le misure prevedono che ci si possa spostare tra le regioni - anche senza il green pass - ed è possibile raggiungere le seconde case fuori regione aldilà del colore del territorio di provenienza e di quello di arrivo. Non ci sarebbero comunque limiti orari alla circolazione, dunque nessun coprifuoco, che è stato eliminato lo scorso 21 giugno. Teatri, cinema, concerti, musei e terme restano accessibili con le stesse regole della zona bianca, quindi sempre con l’utilizzo del Green pass. 

La campagna vaccinale intanto prosegue e punta ai giovani. Nella fascia di età 12-19 la percentuale di ragazzi che hanno ricevuto almeno la prima dose è del 46,46% (26,39% immunizzati), in quella 20-29 anni è del 68,17% (51,68), in quella 30-39 è del 63,52% (52,88). Sembra lontana al momento l’ipotesi di una terza dose per tutta la popolazione, che probabilmente sarà invece garantita ai fragili. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità «al momento i dati non ne indicano la necessità» e la priorità al momento deve essere quella di aumentare le coperture nei Paesi che ancora non hanno avuto accesso ai vaccini. Anzi. Iniziare con i 'booster' (un ulteriore richiamo - ndr) a fronte di una buona parte del mondo ancora non immunizzata, potrebbe essere addirittura controproducente: «Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia - spiega l’Oms -. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti».
 

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