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Arresti clan Cappello, da un corriere all’altro: così, ogni settimana, la cocaina arrivava in Sicilia

Le attività di Polizia, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, sono scaturite inizialmente dal monitoraggio del corriere calabrese Concetto Paolo Ficara

Di Redazione |

L’indagine, supportata da presidi tecnici (intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre a videoregistrazioni), che ha portato la scorsa notte, a Catania, al blitz antimafia e antidroga denominato Kynara, ha consentito di acquisire significativi elementi a carico di un sodalizio criminale dedito al traffico di cocaina sull’asse Calabria-Sicilia. L'inchiesta è coordinata dalla sostituta procuratrice Tiziana Barbara Laudani, del gruppo di lavoro coordinato dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo.

Le attività di Polizia, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, sono scaturite dal monitoraggio del corriere calabrese Concetto Paolo Ficara il quale sembrerebbe avere rifornito di stupefacenti alcuni trafficanti catanesi tra i quali Sebastiano Fabio Musumeci, attivo nel rione di San Cristoforo. Sin dai primi approfondimenti investigativi sarebbero emerse frequenti e costanti consegne di ingenti quantitativi di cocaina da parte del corriere calabrese sia in favore di trafficanti catanesi che in favore di alcuni acquirenti delle Province di Siracusa e Palermo. In particolare il 3 dicembre del 2020, Ficara, dopo che avrebbe consegnato una partita di cocaina al catanese Orazio Maugeri, si sarebbe recato a Siracusa per consegnare un altro carico di stupefacente a Vincenzo Davì il quale è stato poi arrestato per il possesso di 3 kg di cocaina appena consegnatigli. Successivamente all’arresto di Davì, il traffico di cocaina sull’asse Reggio Calabria-Catania sembrerebbe essere stato gestito direttamente dal trafficante calabrese Saverio Zoccoli.

Infatti, a partire dal gennaio 2021, quest'ultimo, avvalendosi dei propri corrieri, tra i quali Giuseppe Celentano, Paolo Nicita nonché del figlio minore, avrebbe fornito settimanalmente, con ingenti quantitativi di cocaina, i "distributori" catanesi Alberto Bassetta e Giacomo Ravasco, che a loro volta, si sarebbero poi occupati di rivendere i carichi oltre che a vari acquirenti catanesi, anche a palermitani e siracusani.

Bassetta e Ravasco (quest’ultimo soggetto già sottoposto a misura cautelare a seguito di arresto in flagranza) risultano essere affiliati al gruppo criminale capeggiato dal pregiudicato Michele Vinciguerra, inteso come “u cardunaru”, membro di rango apicale del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, storicamente attivo nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti, di cui sono rispettivamente genero e nipote. 

Nel medesimo gruppo criminale, caratterizzato da una precisa ripartizione interna di ruoli tra i membri, sembrerebbero essere stabilmente inseriti, anche Giuseppe Condorelli e Vito Finoccchiaro. Nell'aprile 2021, Vinciguerra è stato scarcerato dopo aver scontato un lungo periodo di detenzione a seguito di più condanne anche per associazione di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Non appena tornato in libertà, lo stesso sembrerebbe aver ripreso immediatamente le redini della propria consorteria delinquenziale, che costituisce un’articolazione del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi nel rione San Cristoforo di Catania, dedicandosi verosimilmente al traffico di cocaina e incontrandosi, in più occasioni, col trafficante Zoccoli, appositamente giunto a Catania dalla Calabria.

Le indagini hanno consentito di rilevare la probabile diversificazione dei ruoli rivestiti dai vari appartenenti all’associazione criminale i quali si occupavano delle diverse mansioni necessarie alla conduzione dell’illecita attività: approvvigionamento della sostanza; stoccaggio, confezionamento e distribuzione della stessa; gestione del denaro della “cassa comune” alimentata dagli introiti del traffico di droga e ridistribuzione degli utili tra i vari sodali. 

È stato documentato l’arrivo dei carichi che giungevano nella città di Catania dalla Calabria e gli incontri con i corrieri per la cessione della sostanza che avvenivano in località prestabilite. Inoltre, sono state effettuate numerose attività di riscontro con diversi sequestri di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (complessivamente, 41 kg di cocaina e 2 kg di hashish) e di armi (una pistola revolver con matricola abrasa e nr. 41 cartucce cal. 32).  I destinatari delle misure cautelari sono stati rintracciati nella mattinata odierna e trasferiti in carcere o sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni ad eccezione di un soggetto, già detenuto per altra causa, nei confronti del quale il provvedimento è stato notificato presso il relativo istituto di pena. Anche il giovane destinatario della misura del collocamento in comunità è stato rintracciato e condotto nella struttura individuata. Tutte le ipotesi accusatorie, allo stato avallate dal G.I.P. in sede, dovranno trovare conferma allorché verrà instaurato il contraddittorio tra le parti, come legislativamente previsto.   Per le vaste ed articolate attività dinamiche sul territorio finalizzate al rintraccio e cattura dei destinatari delle misure cautelari emesse, la Squadra Mobile della Questura di Catania si è avvalsa della collaborazione degli omologhi organi investigativi di Reggio Calabria e Siracusa ed è stata coadiuvata dal Servizio Centrale Operativo agendo sotto il diretto coordinamento della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato che ha inviato nel Capoluogo etneo diversi equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine. Non è mancata la partecipazione di ulteriore personale della locale Questura e delle sue articolazioni nonché di unità specializzate come Polizia Scientifica, Reparto Mobile e anche di un elicottero del Reparto Volo.  Nel complesso – per l’Operazione di Polizia Giudiziaria – sono stati impiegati oltre 200 operatori della Polizia di Stato.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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