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Blitz "Saracena", dalle estorsioni con minacce allo spaccio di droga tutte le ramificazioni del clan Mazzei nel Catanese: 18 arresti

Nell'operazione della Procura e del Comando provinciale dei Carabinieri di Catania, è emersa anche la "protezione" ad un'azienda di fragole di Maletto

Redazione La Sicilia

03 Marzo 2025, 10:30

Blitz Sarancena nel Catanese

Blitz Sarancena nel Catanese

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E' un'indagine avviata nel 2020 dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Randazzo e coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, quella che ha portato stamane all'arresto di 18 persone con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, traffico e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti questi ultimi tutti aggravati dal metodo mafioso e con la finalità di agevolare il clan Mazzei di Catania.

L’indagine, oggi sfociata nell'operazione "Saracena" aveva permesso di ricostruire le attività illecite di un' ”associazione mafiosa legata al clan Mazzei”. Il sodalizio criminale operava nei territori di Bronte, Maniace, Maletto e zone limitrofe, esercitando un controllo capillare sul territorio attraverso estorsioni, traffico di droga ed intimidazioni sistematiche. Le investigazioni, nell’attuale fase procedimentale, avrebbero permesso di individuare i referenti del clan in Eugenio Spitaleri, che avrebbe assunto la direzione dell’'organizzazione su Bronte e Maletto, e in Mario Galati Rando, detto “Balilla”, per il territorio di Maniace. Inoltre, risulterebbe documentata l'attività di un’altra articolazione del clan Mazzei, il gruppo Lo Cicero, attivo tra Adrano e Bronte e diretto da Cristian Lo Cicero.

Le indagini hanno evidenziato come l'assenza dal territorio di Salvatore Catania, arrestato nel novembre 2020 insieme con Mario Montagno Bozzone - condannato a nove anni di reclusione per un’estorsione ai danni dell'imprenditore e attuale sindaco di Maletto, Giuseppe Capizzi - avrebbe favorito l’ascesa nel sodalizio di Eugenio Spitaleri.

Quest'ultimo avrebbe consolidato il proprio ruolo di vertice, intensificando in particolare le attività estorsive ai danni di imprenditori locali ed il traffico di sostanze stupefacenti, anche grazie alla collaborazione con Galati Rando Mario. Le attività investigative hanno evidenziato a livello di gravita indiziaria come il gruppo criminale operasse con particolari cautele per eludere le indagini, utilizzando nomi in codice, evitando di specificare dettagli nei loro incontri e ricorrendo a telefoni occasionali e SIM intestate a soggetti estranei al sodalizio.

Un ruolo fondamentale nei rapporti tra il duo Spitaleri-Galati Rando e il clan Lo Cicero sarebbe stato svolto da due soggetti di Bronte, mentre con compiti prettamente esecutivi avrebbero operato Sebastiano Bontempo Scavo , suo fratello Francesco, detto “Ciccio”, Giuseppe Barbagallo, Renato Augusta e Biagio Longhitano. Il gruppo sarebbe legato a Francesco Montagno Bozzone, per il tramite del figlio Santino Montagno Bozzone. Il clan Lo Cicero, invece, vedeva inizialmente ai vertici i fratelli Agatino e Cristian Lo Cicero, fino al loro arresto nel gennaio 2022, quando la leadership sarebbe passata al fratello Salvatore Lo Cicero. Il gruppo operava con una rete di corrieri e spacciatori, incaricati di garantire la distribuzione della droga sul territorio.

Il traffico di droga

Inoltre, le indagini hanno permesso di accertare l'esistenza di un altro gruppo criminale, attivo principalmente a Maniace che sarebbe diretto da Carmelo Conti Taguali, detto “Carbuni” con il compito di garantire i rifornimenti anche da Fiumefreddo di Sicilia. Il gruppo si sarebbe occupato del traffico di sostanze stupefacenti attraverso una rete di giovani spacciatori, inizialmente riforniti, come le indagini sembrerebbero evidenziare, da Mario Galati Rando e da suo figlio Sebastiano, poi collaborati da Gabriele Parisi.

Le investigazioni hanno anche evidenziato episodi di intimidazione ai danni di giovani spacciatori, nonché estorsioni sistematiche a imprenditori del catanese ed un fiorente traffico di cocaina e marijuana.

Il controllo del territorio esercitato dal sodalizio sulla base delle indagini svolte, sembrerebbe capillare: in diversi episodi, dopo il passaggio delle forze dell’ordine, gli affiliati avrebbero chiesto ai residenti informazioni sui motivi della loro presenza, raccogliendo dettagli utili per la loro attività illecita. Le indagini avrebbero inoltre permesso di accertare quattro episodi di estorsione, commessi in particolare da Renato Augusta e Giuseppe Incognito nei confronti di imprenditori locali. Le richieste di denaro avvenivano con minacce esplicite e violenza verbale, accompagnate da riferimenti all’appartenenza al clan, con lo scopo di incutere timore e ottenere ingiusti profitti. Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno eseguito sette arresti in flagranza di reato e un deferimento in stato di libertà per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre a segnalare alla Prefettura sette acquirenti. Inoltre, sono stati sequestrati 1 kg di marijuana, 200 grammi di cocaina e 3.500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

Il quadro indiziario relativo alla natura mafiosa del sodalizio è stato documentato da specifiche vicende, quali, ad esempio, quella in cui Eugenio Spitaleri avrebbe imposto la propria “protezione” ad un’importante azienda attiva nel commercio delle fragole di Maletto, tentando di estendere tale imposizione ad altri imprenditori del settore attraverso richieste di percentuali sugli incassi.

Gli elementi raccolti hanno consentito alla Procura Distrettuale della Repubblica di richiedere ed ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania l'emissione dell’odierno
provvedimento cautelare nei confronti di 18 indagati, mentre per un ulteriore soggetto la misura sarà valutata dopo l'interrogatorio preventivo previsto dalla legge. Altri 15 indagati riceveranno la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.