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Catanese arrestato per le minacce alla ex: «Ammazzo a te e a tua madre»

Il 47enne era stato ammonito ma ha continuato a perseguitare la donna

Redazione La Sicilia

28 Settembre 2023, 10:36

CC-Stazione-Piazza-Verga

L’ammonimento non è sbagliato e purtroppo basta raramente e dunque non poteva che finire in carcere il 47enne catanese che ha reso la vita impossibile alla sua ex dal momento in cui la donna ha deciso di troncare il rapporto sentimentale. I carabinieri hanno infatti arrestato l’uomo su ordine del gip del Tribunale di Catania che ha accolto la richiesta della Procura etnea. Il47enne è accusato di atti persecutori e lesioni personali aggravate.

Le indagini dei Carabinieri hanno preso il via dopo la denuncia presentata dalla vittima lo scorso 9 settembre dopo sei mesi di inferno. L’uomo infatti, non rassegnandosi alla scelta della donna di lasciarlo, avrebbe iniziato a chiamarla insistentemente al telefono, da utenze differenti per impedirle di bloccare il suo contatto, con la richiesta di poterla incontrare anche per soli 10 minuti. Il 47enne si sarebbe anche appostato più volte nei pressi del luogo di lavoro dell’ex per spiarla e in una circostanza sarebbe addirittura spuntato improvvisamente mentre la donna scendeva dalla macchina, ed avrebbe iniziato ad inseguirla a piedi. In quel caso la vittima ha chiamato le Forze dell’Ordine che l’hanno scortata fino alla sua abitazione. Solo che successivamente il 47enne si sarebbe ripresentato e dopo essere stato allontanato dai vicini di casa nel frattempo intervenuti, avrebbe contattato telefonicamente la donna e la avrebbe minacciata : «Sono salito (…) a prendermi il coltello, stasera tu e tua madre piangerete vi brucio la macchina e ti ammazzo non ho nulla da perdere».

Dopo un paio di giorni il 47enne si sarebbe ripresentato presso il posto di lavoro della donna pretendendo la restituzione del telefono cellulare, atteso che si trattava di un suo regalo, lasciando l’ex compagna priva di telefono. L’indomani avrebbe poi pedinato la donna mentre si recava al lavoro è entrato in auto, sedendosi dal lato passeggero anteriore. All’interno dell’abitacolo l’indagato avrebbe iniziato a minacciare la donna: «Ti ammazzo muta cammina cammina», costringendola a riprendere la marcia dell’auto e impossessandosi del nuovo cellulare di lei provando peraltro a romperlo. La donna per fortuna è riuscita a fuggire aprendo lo sportello ma è stata aggredita: «Stasera ci ammazziamo tutti e due e se ti calmi e vieni con me in un posto non ti succede niente e mi ammazzo solo io». Non poteva finire diversamente: lui è finito in carcere sperando che riesca a riflettere.