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Catania, l’estate è alle porte ma sul mare della Plaia ancora tanti dubbi: analisi in corso

Dai torrenti, alla depurazione, tutti i problemi da risolvere in vista dell'apertura degli stabilimenti balneari prevista per il 7 giugno

Di Maria Elena Quaiotti |

Mare, estate e balneabilità delle acque: a che punto siamo? Se l’Asp assicura di aver iniziato i campionamenti già la scorsa settimana, analisi che hanno dato esito negativo e verranno ripetute anche questa settimana, va ricordato come si tratti di analisi di tipo microbiologico (come escherichia coli), quindi non finalizzate a ricercare eventuali inquinamenti di tipo industriale. Analisi mirate che sono invece affidate ad Arpa, ormai però sempre più sguarnita di personale. Difficile, quindi, a meno di precise segnalazioni, che i tecnici dell’Arpa si “precipitino” a verificare la situazione proprio alla Plaia, dove sfociano corsi d’acqua come Arci e Forcile, che percorrono la Zona industriale.

I torrenti

A sfociare alla Plaia non ci sono solo il Forcile e il torrente Arci, quest’ultimo tra l’altro “protagonista” a inizio marzo di un caso eclatante di inquinamento derivante dal canale Pantano e con relativa morìa di anguille, il tutto scaricato nel mare della Plaia e rientrato in un fascicolo aperto in Procura dopo la denuncia degli esponenti comunali e regionali del M5S, Graziano Bonaccorsi, e Martina Ardizzone. A oggi, tra l’altro, ancora nulla si sa delle analisi effettuate in quel contesto da Arpa Sicilia.

Ed è di questi giorni la segnalazione di cittadini relativa ad uno scarico, certamente non autorizzato, all’altezza della “rotonda dell’aeroplanino” direttamente nel Forcile, che sfocia tra l’ormai ex Lido Nettuno (spiaggia comunque frequentata) e il Lido Belvedere, dove si sono spesso visti a occhio nudo fenomeni di inquinamento.

C’è poi l’Acquicella, che sfocia all’inizio della Plaia e ha anche altri problemi, come il mancato intervento di pulizia dell’alveo da vegetazione selvaggia e rifiuti ormai da decenni, come visibile all’altezza della rotonda del Faro e vicino al Bowling.

Lo sbarramento

A proposito di Arci: a stagione balneare quasi all’avvio (l’apertura degli stabilimenti è prevista il 7 giugno) è proprio il torrente a creare come ogni anno, dal 2021, il solito impasse. Come assicurato dal presidente della Sidra, Fabio Fatuzzo, sarà chiamata la Prefettura a dirimere la questione sullo “sbarramento” o meno del corso d’acqua. Perché è del 2021 l’ordinanza del giudice Mangano, Tribunale civile sezione I, che precisa: “Accertato che l’Arci scarichi a mare i reflui industriali, non sembra necessario verificare ulteriormente la portata nociva degli scarichi, pericolosi per la salute pubblica e l’incolumità dei bagnanti”, imponendone lo sbarramento a cura del Comune, quindi di Sidra, all’altezza della statale 114, dove Arci si innesta con il canale Pantano.

Lo sbarramento è stato effettuato nel 2021, 2022 e 2023, ma quest’anno ancora niente è stato fatto.«Quest’anno – spiega Fatuzzo – il problema è ancora più grosso. L’Autorità di Bacino ha mandato una diffida a non sbarrare poiché trattasi di corso d’acqua naturale. Ci siamo rivolti al procuratore capo per capire cosa fare, la risposta è stata che non è di loro competenza e Agata Santonocito aveva assicurato di investire la Prefettura della questione, affinché venisse convocata una conferenza dei servizi per la risoluzione del problema. Ad ora non ci sono state convocazioni, solleciterò lunedì (oggi per chi legge, ndr). Del resto, da tempo le aziende alla zona industriale, in assenza di fognature, avrebbero dovuto mettersi in regola con propri depuratori dei reflui prodotti».

Tornano alla mente le parole del viceprefetto Rosaria Giuffrè, ormai non più alla Protezione Civile, ma che di questi temi si era occupata in maniera puntuale: «Siamo in ritardo su tutto: controlli, depurazione e riuso acque depurate».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA