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Catania “soffoca” nella cenere: «Non si riesce a capire perché non passano né uomini né mezzi per pulire»

Salvo proroga vale ancora per oggi il conferimento dei sacchetti di terra nera negli scarrabili messi a disposizione nei Centri comunali di raccolta (Ccr)

09 Luglio 2024, 09:09

cenere vulcanica a Catania

Salvo proroga (che in caso dovrebbe arrivare in queste ore) vale ancora per oggi il conferimento dei sacchetti di cenere vulcanica che dovranno essere svuotati negli scarrabili messi a disposizione nei Centri comunali di raccolta (Ccr) di viale Tirreno a Trappeto nord e Picanello in via Galatioto. Dalle 7 alle 17 saranno presenti scarrabili anche a Canalicchio in via Mario Berardo Cetrone (già Largo Merola) e a Nesima inferiore, nello slargo davanti all'Istituto Gemmellaro di corso Indipendenza.

Va precisato che i Ccr sono stati indicati solo in quanto presidi già noti ai cittadini, perché secondo il decreto n. 8 della Regione dello scorso 22 febbraio “le ceneri vulcaniche raccolte da strade, piazzali pubblici e privati, tetti e superfici di copertura di edifici, aeroporti, tombini, canalette di scolo, ecc, in determinate condizioni e cioè prive di frazione estranee non rientrano nella disciplina dei rifiuti”. Lo stesso decreto indica ai Comuni le linee guida per la raccolta, la detenzione e l'utilizzo delle ceneri dopo aver individuato “aree per lo stoccaggio delle ceneri, soggetti economici interessati al ritiro e utilizzo e le attività di recupero specifiche, ad esempio imprese di costruzioni e produttori di materiali edili”.

«Una ditta si è fatta avanti per collaborare - ha detto ieri Salvo Tomarchio, assessore all'Ecologia - mettendo a disposizione uno scarrabile per il riutilizzo della cenere, allo stesso tempo abbiamo il servizio già previsto che include spazzamento e ritiro porta a porta dei sacchetti, che stiamo definendo in tempi e modi di avvio e comunicheremo tempestivamente».

Il capitolato d'appalto

«L'articolo 6.2 del capitolato d'appalto del porta a porta in città, che spero si rispetti senza spese aggiuntive - ha confermato il consigliere M5S Graziano Bonaccorsi - prevede anche la pulizia dalla cenere. Che non è un rifiuto, ma una risorsa».

«La pulizia di caditoie e tombini - ha precisato Giovanni Petralia, assessore alle Manutenzioni, sollecitato dalla Quinta commissione consiliare presieduta da Angelo Scuderi - si è già iniziata dalle arterie considerate più a rischio se intasate di cenere».

Intanto, però, non solo la cenere è ancora presente copiosa in tanti angoli della città, anche inibiti all'utilizzo a sportivi e bambini come i Catania Spazio sport e i parchi, ma «continua a cadere dai tetti e dagli alberi» ha lamentato Mario Reitano, da Largo Bordighera; «non si riesce a capire - ha chiesto Lorenzo Costanzo, presidente Cidec - perché non passino né uomini né mezzi a pulire, c'è a rischio la salute delle persone, non si può respirare la cenere al posto dell'aria pura. Chiediamo si apra subito un tavolo tra protezione civile, direzione Rifiuti e prefettura».