Catania “soffoca” nella cenere: «Non si riesce a capire perché non passano né uomini né mezzi per pulire»
Salvo proroga vale ancora per oggi il conferimento dei sacchetti di terra nera negli scarrabili messi a disposizione nei Centri comunali di raccolta (Ccr)
Salvo proroga (che in caso dovrebbe arrivare in queste ore) vale ancora per oggi il conferimento dei sacchetti di cenere vulcanica che dovranno essere svuotati negli scarrabili messi a disposizione nei Centri comunali di raccolta (Ccr) di viale Tirreno a Trappeto nord e Picanello in via Galatioto. Dalle 7 alle 17 saranno presenti scarrabili anche a Canalicchio in via Mario Berardo Cetrone (già Largo Merola) e a Nesima inferiore, nello slargo davanti all'Istituto Gemmellaro di corso Indipendenza.
Va precisato che i Ccr sono stati indicati solo in quanto presidi già noti ai cittadini, perché secondo il decreto n. 8 della Regione dello scorso 22 febbraio “le ceneri vulcaniche raccolte da strade, piazzali pubblici e privati, tetti e superfici di copertura di edifici, aeroporti, tombini, canalette di scolo, ecc, in determinate condizioni e cioè prive di frazione estranee non rientrano nella disciplina dei rifiuti”. Lo stesso decreto indica ai Comuni le linee guida per la raccolta, la detenzione e l'utilizzo delle ceneri dopo aver individuato “aree per lo stoccaggio delle ceneri, soggetti economici interessati al ritiro e utilizzo e le attività di recupero specifiche, ad esempio imprese di costruzioni e produttori di materiali edili”.
Il capitolato d'appalto
«L'articolo 6.2 del capitolato d'appalto del porta a porta in città, che spero si rispetti senza spese aggiuntive - ha confermato il consigliere M5S Graziano Bonaccorsi - prevede anche la pulizia dalla cenere. Che non è un rifiuto, ma una risorsa».
«La pulizia di caditoie e tombini - ha precisato Giovanni Petralia, assessore alle Manutenzioni, sollecitato dalla Quinta commissione consiliare presieduta da Angelo Scuderi - si è già iniziata dalle arterie considerate più a rischio se intasate di cenere».
Intanto, però, non solo la cenere è ancora presente copiosa in tanti angoli della città, anche inibiti all'utilizzo a sportivi e bambini come i Catania Spazio sport e i parchi, ma «continua a cadere dai tetti e dagli alberi» ha lamentato Mario Reitano, da Largo Bordighera; «non si riesce a capire - ha chiesto Lorenzo Costanzo, presidente Cidec - perché non passino né uomini né mezzi a pulire, c'è a rischio la salute delle persone, non si può respirare la cenere al posto dell'aria pura. Chiediamo si apra subito un tavolo tra protezione civile, direzione Rifiuti e prefettura».