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Concorso “segreto” all’Iblea Acque di Ragusa: solo 9 candidati per 4 posti destano “sospetto”

Si mettono in discussione le modalità e la tempistica della pubblicazione del bando e della conclusione degli esami.

Di Giuseppe La Lota |

Di solito per un posto di lavoro pubblico si presentano in mille; per 4 assunzioni a tempo determinato per la durata di 3 anni all’Iblea Acque Spa di Ragusa hanno fatto domanda solo in 9. Cinque scartati e 4 assunti. Ma il fatto ha scatenato un putiferio. Si mettono in discussione le modalità e la tempistica della pubblicazione del bando e della conclusione degli esami.

L’iter comincia il 12 giugno scorso con le determine 34 e 35 con le quali parte la procedura di selezione e scadenza di presentazione delle domande il 3 luglio. Il 20 luglio scorso la commissione esaminatrice, presieduta da Raffaele Falconieri, dirigente del Libero Consorzio comunale della provincia di Ragusa, dall’ing. Giuseppe Corallo e dall’avv. Alessandra Leonardi registra la presentazione di soli 9 candidati per i 4 posti richiesti. Il 7 agosto l’iter concorsuale si chiude con l’assunzione dei 4 candidati idonei. Due di questi sono l’ing. Renato Savarese e l’arch. Antonio Chessari che risultano avere già lavorato come consulenti esterni nella stessa azienda con un incarico semestrale.

La notizia fa il giro delle agenzie e dei social e la domanda che predomina è se tutto è stato fatto nel rispetto delle norme e se i 12 sindaci (o loro rappresentanti) che il 18 maggio del 2022 si sono recati presso il notaio ragusano Michele Ottaviano per sottoscrivere l’atto costitutivo della società per azioni che si occuperà della erogazione dell’acqua in tutti i comuni e della relativa riscossione, fossero a conoscenza del concorso. I sindaci dei comuni fanno un passaparola e viene fuori che nessuno sa di questo bando per l’assunzione di 4 figure professionali. Non sa nulla il sindaco di Ispica, Innocenzo Leontini, e nemmeno la sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari. Per lei parla l’assessore alle Manutenzioni, Giovanni Assenza. «Non sapevamo niente e sarebbe stato eticamente corretto essere informati prima di questo bando di assunzione». L’ingegnere Franco Poidomani, un dirigente in pensione che molte amministrazioni pubbliche, in primis i comuni, si contendono per risolvere qualche problema tecnico, considerato che gli ingegneri sono diventati merce rara come i medici, parla a ruota libera e difende il suo operato. «Fatto tutto secondo quanto previsto dalle legge – dice – qualcuno deluso s’è risentito e ha sollevato questo caso. Iblea acque per funzionare bene deve assumere 200 persone. Io parto da zero e per gestire il servizio ho bisogno di uno staff competente, per il quale non ci sono forme di pubblicizzazione. È quasi una scelta fiduciaria. Questa è gente che ha grande esperienza contabile e nel settore del fotovoltaico. L’equivalente del cosiddetto art. 110 dei comuni. Ho fatto una relazione programmatica e ho informato tutti della mia decisione».

Poidomani non vuole gestire un carrozzone prima della nascita. «I comuni mi hanno affidato un sistema idrico penoso, ho bisogno di persone competenti per 3 anni. Due di questi che prenderanno servizio li conosco bene perché mi hanno collaborato, gli altri hanno curriculum validi. Mi servirà anche un addetto stampa per comunicare bene. Avrei potuto dare incarichi fiduciari come ho già fatto, ma non mi sembrava corretto. E allora ho fatto la selezione».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA