Notizie Locali


SEZIONI
Catania 26°

LA SENTENZA

Condannata a 14 anni la sorella di Matteo Messina Denaro: così avrebbe aiutato il fratello nella sua lunga latitanza

Era accusata accusata di associazione mafiosa aggravata e ricettazione. Il processo si è svolto col rito abbreviato. La donna è in carcere da marzo del 2022.

Di Redazione |

Il gup di Palermo Clelia Maltese ha condannato a 14 anni di carcere la sorella di Matteo Messina Denaro, Rosalia, accusata di associazione mafiosa aggravata e ricettazione. Il processo si è svolto col rito abbreviato. La donna è in carcere da marzo del 2022. Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal pm Gianluca De Leo, avrebbe aiutato per anni il fratello a sottrarsi alla cattura e avrebbe gestito per suo conto la «cassa» della «famiglia» mafiosa e la rete di trasmissione dei “pizzini”, consentendo così al capomafia dimantenere i rapporti con i suoi uomini durante la sua lunga latitanza.

Rosalia Messina Denaro è la maggiore delle quattro sorelle dell’ex boss ricercato morto a settembre, la madre di Lorenza Guttadauro, avvocato che, dal giorno del suo arresto, ha difeso il capomafia, e la moglie di Filippo Guttadauro, che ha scontato 14 anni per associazione mafiosa ed è tuttora in carcere al cosiddetto “ergastolo bianco”. Il secondo figlio della donna, Francesco, nipote prediletto del padrino trapanese, sta espiando una condanna a 16 anni sempre per associazione mafiosa. E in carcere dopo una condanna a 14 anni c’è anche una seconda sorella del boss, Patrizia, detenuta come il marito e due cognati.    

I giudici del Riesame che respinsero la sua richiesta di scarcerazione descrissero Rosalia come “una personalità negativa, allarmante”. Mentre il gip che l’arrestò parlò di  “una stretta, protratta e variegata compenetrazione della donna con Cosa Nostra” e di un suo “contributo radicato e stabile offerto all’interno dell’associazione in più ambiti, come il coordinamento del sistema di trasmissione delle comunicazioni in modo continuativo e fiduciario”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA