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Corruzione, avvisi di chiusura indagini per Sammartino e altri 28: pm confermano il reato

Tra gli indagati dell'inchiesta Pandora anche l'ex sindaco di Tremestieri Santi Rando che risponde anche di voto di scambio per le amministrative a Tremestieri del 2015

Di Laura Distefano |

Una pec inaspettata. Molti, infatti, ipotizzavano che le indagini dell’inchiesta Pandora che lo scorso aprile ha causato un terremoto politico alla Regione e al comune di Tremestieri Etneo, la Procura le avrebbe chiuse dopo la decisione del Tribunale su alcuni appelli presentati dalle difese dove si chiede la revoca delle misure interdittive emesse dal gip. Il 26 giugno, ad esempio, è fissata l’udienza per la posizione del deputato regionale Luca Sammartino, che si è dimesso dalla poltrona di vicegovernatore e assessore regionale all’agricoltura.

Pronostico disatteso

Ogni pronostico è stato disatteso. Ai 29 indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dai pm Rocco Liguori, Fabio Saponara e Santo Distefano e vistato dal procuratore aggiunto Francesco Puleio e dal procuratore facente funzioni Agata Santonocito. La data vergata nell’atto giudiziario è 14 giugno 2024.Due indagati sono in carcere, si tratta dell’ex sindaco di Tremestieri Santi Rando e di Pietro Alfio Cosentino accusati di voto di scambio politico-mafioso per le amministrative del 2015. Tra i nomi a cui è stato notificato l’atto ci sono anche due boss di Cosa nostra: Francesco Santapaola e Vito Romeo, quest’ultimo cognato di Cosentino. Non a caso al Comune stanno lavorando gli ispettori inviati dalla Prefettura. Ma nel mirino della procura anche appalti e affidamenti in odor di illecito, che vedono iscritti nel registro degli indagati diversi professionisti.

L’ex sindaco di Tremestieri Santi Rando

Gli episodi di corruzione

Sono due gli episodi di corruzione scoperchiati dai carabinieri e che coinvolgono direttamente Sammartino. La prima spada di Damocle è quella passata alla cronaca come il patto delle farmacie. Il deputato regionale è indagato assieme all’ex sindaco di Tremestieri Etneo Rando, il farmacista Mario Ronsisvalle e l’ex consigliere comunale Pietro Alfio Cosentino. L’accordo corruttivo, secondo le ipotesi investigative, si sarebbe concretizzato con il passaggio di Ronsisvalle dalla minoranza alla maggioranza di Rando e con la promessa di appoggiare alle Europee del 2019 la candidata Caterina Chinnici (estranea all’indagine) sponsorizzata da Sammartino all’epoca entrambi esponenti del Partito Democratico. In cambio il deputato Ars si sarebbe impegnato, «esercitando pressioni sia sul dirigente dell’Assessorato regionale che su quello dell’Asp», per impedire l’apertura di una nuova farmacia nel territorio comunale che avrebbe significato per Ronsisvalle nuova concorrenza e quindi perdite di clienti.Il secondo caso è collegato alla maniacale preoccupazione di Sammartino di essere coinvolto in procedimenti giudiziari che lo hanno portato a ingaggiare a pagamento, attraverso il militare in quiescenza Antonino Cunsolo, l’appuntato dei carabinieri Antonio Battiato affinché controllasse e bonificasse la segreteria di via Gabriele D’Annunzio dalla presenza di eventuali microspie. Ma qualcuno ritiene che le autorizzazioni alle intercettazioni sarebbero viziate (e quindi le conversazioni captate inutilizzabili) visto che i locali sono condivisi con la compagna e senatrice Valeria Sudano che gode dell’immunità parlamentare. Questo sarà sicuramente un punto da dipanare in fase di appello.Il politico fino a qualche giorno fa è stato impegnato con la campagna elettorale delle Europee che ha visto vincere il (suo) candidato della Lega Raffaele Stancanelli nella circoscrizione Isole. Ma adesso si dovrà concentrare a difendersi dal terzo procedimento penale che lo vede coinvolto. Il leghista non ha mai vacillato. «Sono sereno perché so di aver agito sempre con correttezza e ripongo la massima fiducia nella magistratura», disse il giorno dell’interrogatorio ai giornalisti davanti alla scalinata del Tribunale di piazza Verga.

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