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Corruzione, la verità dell’ex sindaco di Tremestieri sul “patto delle farmacie”

Il sistema corruttivo al centro dell'inchiesta "Pandora" coinvolge direttamente l'ex assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino. Gli indagati sono in tutto 29

Di Laura Distefano |

Sette ore. Lunghissime. L’ex sindaco di Tremestieri Etneo Santi Rando ha affrontato i sostituti procuratori Rocco Liguori, Fabio Saponara e Santo Distefano lo scorso 12 giugno. I pm lo hanno torchiato sul sistema delle corruzioni che avrebbe inquinato il Comune finito al centro dell’inchiesta Pandora. L’indagato, da due mesi nel carcere di Cavadonna, ha offerto i suoi chiarimenti ai magistrati, alla presenza dell’avvocato Tommaso Tamburino, difensore di fiducia. I pm hanno posto interrogativi precisi e circoscritti esattamente due giorni prima di firmare la chiusura dell’inchiesta che è stata notificata, come annunciato ieri su La Sicilia, a 29 indagati.

L’ex poliziotto, vincitore due volte di seguito alle Amministrative di Tremestieri Etneo, ha fornito le sue verità anche sul “patto delle farmacie” che coinvolge direttamente Luca Sammartino. L’ex vicepresidente della Regione avrebbe avuto un ruolo nel trovare la “merce di scambio” per poter ottenere il sostegno elettorale di Mario Ronsisvalle, che era all’opposizione di Rando al consiglio comunale. Un pacchetto di voti che avrebbe fatto gola al deputato regionale per vincere la prova muscolare all’interno del Pd nelle elezioni Europee di cinque anni fa. E invece all’ex sindaco servivano per assicurarsi il secondo mandato al Comune. Il primo nel 2015, secondo la magistratura, fu vinto anche grazie al sostegno del clan Santapaola-Ercolano.

L’ex primo cittadino ha ricostruito anche la famosa cena al ristorante Fratelli La Bufala di San Giovanni La Punta – che fu monitorata in diretta dagli investigatori – dove furono stilati i termini del presunto accordo corruttivo con il consigliere d’opposizione.

Lo scenario che si delinea dalle migliaia di intercettazioni inserite nei faldoni dell’indagine dei carabinieri è che l’alleanza politica fu siglata, seppur con qualche mal di pancia, al fine di poter salire tutti nel carro dei vincitori. Ma Rando non è il solo indagato che è stato sentito dai tre sostituti procuratori. Anche Pietro Cosentino, ritenuto il punto di contatto tra la politica e la mafia nel Comune di Tremestieri, l’11 giugno ha affrontato un lungo interrogatorio. Dalle 4 alle 9 di sera. Cosentino – assistito dall’avvocato Giovanni Avila – ha risposto alle domande di Liguori, Saponara e Distefano. Anche in questo caso i radar sono stati puntati sull’accordo corruttivo siglato per non far aprire una nuova farmacia a Tremestieri Etneo, che potesse fare “concorrenza” a Ronsisvalle.

E, infine, anche l’ingegnere Paolo Di Loreto – difeso dall’avvocato Carmelo Peluso – è stato sentito dai magistrati sugli affidamenti degli incarichi che per gli inquirenti avrebbe pilotato. I verbali di interrogatorio, specialemente quelli di Rando e Cosentino, potrebbero essere depositati dai tre pm nell’udienza d’appello del leghista Sammartino contro la sospensione emessa dal gip. Ma questo si saprà solo il 26 giugno.

 
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