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Covid, la Sicilia prepara il ritorno tra i banchi: ecco quando, come e con quali fondi

Di Redazione |

PALERMO – Tra le tante incertezze sull’inizio, ma anche su quello che sarà l’andamento, dell’anno scolastico 2020-2021, per la Sicilia arriva la notizia positiva di uno stanziamento di 410.400 euro per l’acquisto, da parte di alcuni istituti scolastici, di kit e corredi didattici standard e innovativi, strumenti per la didattica digitale integrata, quaderni, astucci, diari per le ragazze e i ragazzi meno abbienti. Sono tutti materiali che potranno essere acquistati con i fondi stanziati dal Ministero dell’Istruzione e di cui beneficeranno 513 istituti scolastici scelti sulla base di precisi parametri: è stata data priorità a quelli con indici più alti relativi a dispersione scolastica e disagio negli apprendimenti e in base allo status socio-economico della popolazione di riferimento. Una misura voluta dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Intanto, nelle scorse settimane, sono state anche distribuite le risorse che consentiranno di fornire agli studenti delle famiglie in difficoltà libri gratis. Un beneficio che in Sicilia riguarderà 61.184 fra ragazze e ragazzi delle secondarie di primo e secondo grado. «Questa estate, insieme alle misure e alle risorse per la ripartenza – sottolinea la Ministra Lucia Azzolina – abbiamo voluto dare un segnale concreto alle famiglie in difficoltà. Abbiamo dato soldi direttamente alle scuole per libri e kit didattici. Un finanziamento diretto che consente di venire subito incontro, con acquisti immediati, alle esigenze delle studentesse e degli studenti». 

Sulla data d’inizio delle lezioni, per la Sicilia si è attualmente fermi a quella stabilita, per la maggior parte delle regioni, del 14 settembre. Il calendario scolastico è da sempre una prerogativa delle Regioni ma nonostante l’orientamento del Ministero fosse quello di una data unica per tutti, c’è già chi si orienterà in un modo diverso. Hanno però fatto subito una scelta autonoma la Provincia di Bolzano, dove i ragazzi torneranno in classe il 7 settembre, il Friuli dove si rientrerà il 16 settembre, la Sardegna (22 settembre), la Puglia e la Calabria (24 settembre). E a questo fronte rischiano di aggiungersi altre Regioni: l’Abruzzo, dove il governatore Marco Marsilio si dice «fortemente orientato» alla riapertura degli istituti il 24 settembre dal momento che il 20 e il 21 ci sono le elezioni regionali, le scuole devono essere quindi chiuse per allestire i seggi elettorali e poi sanificarle dopo il voto, e quindi non avrebbe senso aprirle e chiuderle nell’arco di pochi giorni. Anche in Basilicata la data di avvio dell’anno scolastico potrebbe cambiare, dal 14 al 24 settembre (in quest’ultimo caso, con fine delle lezioni l’11 giugno 2021). E c’è pure la Campania dove il governatore Vincenzo De Luca deciderà nei prossimi giorni se confermare o non la data del 14, sulla base dei dati del contagio e dei numeri del personale scolastico che ha fatto il test per il covid19.

Si è deciso da tempo invece che si tornerà a scuola il 7 settembre in Alto Adige ma qui non è una novità: già gli anni scorsi gli studenti di questa zona d’Italia sono tornati a scuola in anticipo. Anche a Vo la località padovana, diventata “zona rossa” insieme a Codogno, la campanella suonerà il 7: si potrà così «rodare» l’organizzazione scolastica in vista della visita del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, prevista per il 14 settembre. Rientro anticipato anche all’istituto comprensivo di Mortara, nel Pavese, che include elementari e medie: l’inizio è anticipato di una settimana sfruttando l’autonomia scolastica. Per il resto, le decisioni di gran parte delle Regioni sono state in linea con quanto comunicato dal ministero dell’Istruzione: il 14 settembre è infatti la data di inizio delle lezioni nel Lazio, Emilia Romagna, Lombardia (ma qui il 7 apre la scuola dell’infanzia), Marche, Molise, Toscana, Liguria, Piemonte, Sicilia, Provincia di Trento, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. 

«Le scuole in Sicilia apriranno il 14 di settembre, ma diamo la facoltà ai responsabili di istituto, se non ci fossero le condizioni, di poter spostare l’apertura al 24 settembre», ha chiarito ieri sera il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, alla trasmissione Quarta Repubblica di Nicola Porro su Retequattro. 

Al di là della data d’inizio dell’anno scolastico, che formalmente inizia domani 1 settembre, ci sono, per tutti, le stesse disposizioni su come si dovrà tornare nelle aule.

MASCHERINA SI’, MASCHERINA NO – Niente lezioni a distanza, ma in presenza e senza mascherina, a meno che non sia possibile garantire il distanziamento fisico tra gli studenti. Un’ulteriore decisione del Comitato Tecnico Scientifico, comunque, è prevista per i primi giorni di settembre, quando si prenderà anche una decisione sull’uso dei dpi nei luoghi comuni. L’ingresso dei ragazzi a scuola potrà essere scaglionato, una decisione che sarà presa in autonomia da istituto a istituto. Ogni scuola fornirà quotidianamente le mascherine a tutto il personale e agli studenti.

COSA FARE IN CASO DI FEBBRE OLTRE 37,5° – Gli studenti dovranno misurare la propria temperatura corporea a casa. Qualora questa superi i 37,5° sono obbligati a restare nel proprio domicilio. I genitori informano anche il pediatra o il medico curante che, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di prevenzione per l’esecuzione del test. Il Cts non ha reputato opportuna la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso delle scuole né per gli alunni, né per il personale.

COSA ACCADE IN CASO DI FOCOLAI O POSITIVITA’ – Nel caso in cui uno studente manifesti sintomi del coronavirus, la scuola deve allertare il referente per Covid-19 che fa avvertire immediatamente i genitori. L’alunno deve essere dotato di una mascherina chirurgica (se maggiore di sei anni) e ospitato in una stanza dedicata dove sarà necessario procedere all’eventuale rilevazione della temperatura corporea mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto. Il minore non deve essere lasciato da solo ma in compagnia di un adulto che preferibilmente non deve presentare fattori di rischio e che dovrà mantenere, ove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro e indossare la mascherina chirurgica fino a quando l’alunno non sarà affidato a un genitore. I genitori devono contattare il pediatra o il medico di base per la valutazione clinica (triage telefonico) del caso. In caso di positività il Dipartimento di prevenzione della Asl notifica il caso e la scuola avvia la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata.

IL RIENTRO DOPO LA GUARIGIONE – Per il rientro bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi) dell’alunno. La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di prevenzione con le attività di tracciamento dei contatti, saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Stesse modalità anche per quanto riguarda i lavoratori scolastici.

QUARANTENA PER GLI ALTRI – Se un alunno o un lavoratore risultasse positivo al Covid-19, il Dipartimento di prevenzione valuterà la possibilità di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e all’eventuale personale scolastico.

EVENTUALE CHIUSURA DELLE SCUOLE – La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata dal Dipartimento di prevenzione della Asl. 

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