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Rifiuti

Discarica chiusa a Lentini, 5 impianti alternativi per evitare il collasso

Oggi vertice per definire il conferimento della frazione

Di Laura Distefano |

La bomba è scoppiata alle 12 di ieri. L’impianto di di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti della Sicula Trasporti, società gestita da tre amministratori giudiziari dal 2020 quando scattò l’inchiesta Mazzetta Sicula, chiude fino a data da destinarsi. A Contrada Volpe, un territorio a cavallo tra Catania e Lentini, arriva l’indifferenziato (da trattare) di circa 200 comuni della Sicilia Orientale. Comincia così la giornata infernale per scongiurare l’ennesima emergenza rifiuti. La notizia che ha fatto alzare dalla sedia sindaci, assessori regionali e anche i vertici delle società di raccolta è stata comunicata con due paginette. Due fogli A4 finiti sulla scrivania di assessorati regionali, Arpa, Asp, Prefetture e Municipi, da cui emergono due aspetti che hanno portato a serrare i cancelli della discarica. Uno burocratico procedurale in riferimento alle autorizzazioni della Via e l’altro giudiziario. Sullo sfondo c’è, infatti, un provvedimento del giudice Stefano Montoneri che porta la data del 20 giugno. Cioè due giorni fa.

Un pomeriggio di fuoco

Comincia da qui la cronaca di una giornata infernale. Un pomeriggio di fuoco, quello di ieri, con vertici e telefonate. «Serve un’alternativa o sarà la catastrofe», hanno urlato nelle stanze chiuse a microfoni spenti, mentre fuori sui social e sui giornali hanno cercato di aggiustare il tiro garantendo il massimo impegno per assicurare il servizio di raccolta e pulizia. Il rischio è di trasformare le città in delle pattumiere maleodoranti. E con l’afa i rischi sanitari sono dietro l’angolo.

L’appello social di Trantino

Il sindaco di Catania, tra una riunione e l’altra in Prefettura, ha lanciato un appello social ai catanesi di conferire solo il differenziato (ne parliamo in cronaca). Gli incontri si sono chiusi non l’individuazione da parte della Regione di un percorso, che prevede il trattamento a Lentini e poi il trasferimento del rifiuto in cinque impianti dell’isola. L’annuncio ufficiale arriva alle 20,44 dall’ufficio stampa di Palazzo d’Orleans. Il compito di parlare è affidato alla voce di Roberto Di Mauro, assessore regionale all’Energia: «Un provvedimento straordinario per consentire il conferimento temporaneo dei rifiuti, prima destinati al Tmb di Lentini e poi in altre discariche, in ulteriori impianti dell’Isola, superando così le difficoltà di smaltimento per numerosi Comuni». Stamattina è previsto un vertice con l’Arpa Sicilia e le Asp di Messina, Catania, Siracusa, Ragusa e Trapani «per avere i nulla osta – spiega – propedeutici alla stesura del decreto di autorizzazione».Di Mauro apre una parentesi: «Il provvedimento della magistratura è giunto in maniera inaspettata, quindi è necessario nell’immediato un atto straordinario al quale stiamo lavorando e che entro oggi dovrebbe essere definito». Il condizionale appare d’obbligo essendoci un atto giudiziario. Quello di cui la Sicula Trasporti «prende atto» nelle due paginette che hanno scatenato un piccolo terremoto ieri. Dalla procura di Catania le bocche restano cucite.

Il diniego all’autorizzazione

Però per completare il puzzle della vicenda prima di arrivare al filone giudiziario è necessario guardare al lato burocratico procedurale. E tornare indietro fino al 10 giugno scorso. Giorno in cui l’Assessorato Territorio e Ambiente ha negato alla Sicula l’autorizzazione «al proseguimento dell’attività in attesa della definizione della verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione Impatto ambientale». Un no (non condiviso dalla Sicula) che ha portato gli amministratori a cessare le attività, in quanto non in grado di rinvenire discariche ove conferire i sovalli trattati e che non ha quindi valide alternative a quelli di conferirli presso impianti di recupero energetico».Ma giovedì, giorno del provvedimento dell’autorità giudiziaria di piazza Verga, l’assessore regionale dell’Energia Roberto Di Mauro ha scritto direttamente al giudice Montoneri, agli amministratori giudiziari Salvatore Virgillito, Salvatore Belfiore, Pasquale Castorina e ai dirigenti regionali una lettera dove cercava di prendere tempo con la magistratura. Ed è in questo documento che emerge una parte del provvedimento di Montoneri. Una sorta di ultimatum: «Qualora nell’arco di 24 ore la Sicula Trasporti risultasse ancora priva di titolo autorizzatori procedano alla sospensione del servizio di trattamento dei rifiuti, con conseguente chiusura e sospensione delle attività connesse e con la conseguente attivazione della cassaintegrazione». La Sicula ha invece annunciato alle maestranze di Coda Volpe l’attivazione delle ferie collettive. Un altro effetto della chiusura. Di Mauro chiedeva al gip di differire il provvedimento in attesa di definire l’autorizzazione (seppur temporanea) a far proseguire l’attività alla società. Aveva previsto un periodo di 10-15 giorni per chiudere il cerchio. Il gip, a quanto pare, non ha messo in stand by ed è andato avanti.Così ieri i vertici di Sicula, alla scadenza del countodown di 24 ore, ha chiuso. E la Regione, per evitare di trasformare l’Isola in una discarica, ha dovuto agire. E di corsa.

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