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L'EMERGENZA

Domani nuovi limiti in discarica (ormai satura), mezza Sicilia ripiomba nell’incubo rifiuti: e la Regione tace

Gli amministratori della Sicula Trasporti hanno annunciato ai 174 Comuni  che conferiscono lì, la riduzione della capienza fino al 15 settembre. Senza un intervento in extremis del dipartimento regionale Acqua e rifiuti, sarò di nuovo caso 

Di Massimiliano Torneo |

Quasi dimezzato il quantitativo di rifiuto indifferenziato in entrata nell’impianto di Contrada Coda Volte, a Lentini: senza un intervento in extremis del dipartimento regionale Acqua e rifiuti, da martedì varrà di nuovo il “chi arriva prima scarica”. E chi non arriverà a scaricare resterà con il mezzo pieno, che a sua volta non potrà ricaricare altri rifiuti nel proprio comune di pertinenza; spazzatura che perciò resterà dentro i cassonetti, laddove non c’è un sistema di raccolta differenziata, o dentro i mastelli dove invece si pratica il “porta a porta”. Ma perlopiù resterà in casa degli utenti. Salvo esasperazione e, come già accaduto nel recente passato, i rifiuti finiranno in strada.

Non è uno scenario improbabile, anzi. È certo che accadrà così, visto che da domani martedì 23 agosto e almeno fino al 15 settembre, è prevista una nuova emergenza rifiuti per i 174 comuni delle province di Catania, Messina e Siracusa che conferiscono l’indifferenziato nella discarica lentinese di Sicula trasporti. Gli amministratori del sito hanno già comunicato agli enti locali e alle rispettive Prefetture che da martedì 23 potranno ricevere nel proprio impianto, che oggi è in grado di accogliere circa 1.200 tonnellate quotidiane di rifiuto, «fino a un massimo di 700 tonnellate di indifferenziato al giorno». 

Una riduzione che è frutto del domino dell’emergenza in cui versa il sistema delle discariche in Sicilia, almeno da quando l’impianto lentinese ha visto saturarsi del tutto la propria vasca di accoglienza dell’indifferenziato. Lentini, infatti, da più di un anno riceve l’indifferenziato dai comuni delle tre province della Sicilia orientale, ma non lo smaltisce il loco. Nel proprio impianto di Tmb (Trattamento meccanico biologico) il rifiuto viene trattato per essere, successivamente, conferito nelle discariche cui la Regione ha via via strappato disponibilità. Il 55 percento del rifiuto trattato è già una frazione secca che può essere trasportata immediatamente nelle discariche disponibili, il resto deve restare nei depositi di biostabilizzazione per 21 giorni e solo allora sarà trasportato altrove per essere conferito. 

Una delle discariche cui la Regione ha strappato la disponibilità e che perciò accoglie i rifiuti della Sicilia orientale trattati a Lentini, è quella di Gela. I cui amministratori, però, lo scorso 12 agosto hanno comunicato che da martedì 23 fino al 15 settembre dovranno ridurre «la quantità settimanale di sovvalli conferiti dagli attuali 2300 t/s a 1500 t/s, nel rispetto del limite massimo giornaliero di conferimenti di 950 t/g». La riduzione è necessaria perché a Gela arriveranno anche i rifiuti dalla Trapani servizi, che ha chiesto di poter conferire nell’impianto gelese un quantitativo settimanale pari a 600 tonnellate.

E così Lentini, per non ingolfare il proprio impianto di rifiuti che non potrà smaltire, ha diminuito da 1.200 a 700 la quota in entrata. E in mancanza di interventi da parte del dipartimento regionale, «i rifiuti indifferenziati saranno accettati in ordine progressivo di arrivo».   COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA