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Droga, una notte con i “Lupi”: tutti i dettagli del blitz nella “casa dei Puffi” a San Cristoforo

Irruzione nella piazza di spaccio “indoor” videosorvegliata in via Alonzo e Consoli: i militari hanno bloccato la via di fuga dai tetti

Di Laura Distefano |

Sbagliare il sincronismo significherebbe fare saltare un blitz. Lo sanno bene i “Lupi” del nucleo investigativo dei carabinieri che, alcune notti fa, hanno pianificato l’irruzione in una delle piazze di spaccio indoor più fruttuosa di San Cristoforo nei minimi dettagli. Nel mercato nero è conosciuta come la “casa dei Puffi”. Una squadra ha preparato l’incursione, un’altra ha bloccato ogni via di fuga dai tetti dei palazzi di via Alonzo e Consoli. Siamo nel cuore del Traforo.

L’operazione

L’operazione è scattata da due fronti. Appena aperta la prima porta, i militari hanno corso su per le scale. La porta blindata è stata facilmente bypassata. I carabinieri sono stati veloci, gli spacciatori non hanno avuto il tempo di pensare. Dalle cinque telecamere piazzate in diversi angolazioni (e alimentate da un sistema di allaccio ai contatori abusivo) hanno però potuto avvertire alcuni complici di prendere soldi e una parte della droga e scappare da un finestrella. Ma appena sono saltati sul terrazzino di un appartamento, a due civici di distanza dal quartier generale, dove pensavano di poter avere assicurata la fuga hanno trovato ad attenderli i carabinieri. Assieme ai Lupi e ai militari del Nucleo investigativo il comandante del Reparto operativo, Claudio Papagno.

Le telecamere per vigilare

Davanti allo schermo di sessantacinque pollici, dove erano trasmesse le immagini delle cinque telecamere, i militari hanno trovato sedute (c’era anche un divano) tre persone: un 20enne già conosciuto per i suoi trascorsi in risse e sparatorie in discoteca, un omone di 2 metri, 43enne del Senegal ma da diversi anni a Catania (con sé aveva uno zainetto pieno di documenti per il soggiorno in Italia), e il cugino 16enne del primo. Sui muri, appesi diversi pupazzetti azzurri raffiguranti i puffi – nomignolo degli spacciatori – e delle scritte. Sulla scrivania i segnali della preparazione delle dosi di cocaina, crack ed “erba”: bilancini digitali sporchi di polvere bianca, un foglio in cui erano appuntati nomi e entrare dello smercio di droga, due rotoli di carta argentata. Sotto il monitor un bruciatore a gas portatile per lo preparazione del crack. Il mestolo di acciaio è stato, invece, trovato tra le tegole dai Lupi che si sono arrampicati come funamboli professionisti. E nella fuga i pusher hanno perso anche qualche cristallo di cocaina e un sacchetto, come quello usato per la vendita del pane, con della marijuana.

La perquisizione

I carabinieri hanno perquisito ogni angolo dell’abitazione disabitata trasformata in un banco di vendita della droga. In uno sgabuzzino hanno anche trovato sparso su un materasso diverso denaro in contante (1.200 euro). Qui c’erano anche due fanali posteriori di colore bianco una Smart for Two. Forse un mezzo alternativo per pagare la droga. In tre pochettes era nascosta un’altra parte dei guadagni: 1.880 euro. Quando i militari sono arrivati nel bagno davanti a loro si è aperto uno scenario grottesco: il water era stato staccato dal pavimento per poter avere libero il tubo di scarico dove, quasi sicuramente, sono state gettate alcune dosi pronte di crack (una era sul pavimento) con l’aiuto della candeggina. Che è servita come liquido ma anche come filtro per poter confondere il fiuto dei cani antidroga.Nell’altro appartamento che doveva essere l’uscita di sicurezza, i carabinieri hanno fermato i tre pusher in fuga, un 18enne e due 16enni. Addosso avevano diversi marsupi con droga e denaro. Diverse mazzette con banconote anche di piccolo taglio (85 euro). All’interno anche due bilancini digitali, tre buste contenenti 150 grammi di amnesia, 25 grammi di crack, diverse dosi di cocaina. E, sorpresa, anche una cartuccia per pistola calibro 38 special (anche questo potrebbe essere un mezzo alternativo di pagamento). I Lupi hanno anche sequestrato diversi accendini che erano uniti con del nastro adesivo a cartine e filtrini. Una sorta di “regalo di Natale” – il kit del consumatore – per chi acquista droga dai puffi del Traforo. Venerdì e sabato ci sono state le udienze di convalida. Il gip ha disposto il carcere per i tre maggiorenni. I tre minori sono stati affidati a una comunità.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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