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IL CASO

È siracusano l’autore delle minacce di morte alla Meloni: «Se togli il reddito ammazzo te e tua figlia»

L'uomo di 27 anni, disoccupato, residente nella provincia aretusea, dopo la perquisizione informatica, è stato confermato responsabile della vicenda,e l’account dell’indagato è stato sequestrato.

Di Nicoletta Gullotta |

"Se togli il reddito ammazzo te e tua figlia". "Ci vuole la morte di lei e sua figlia".  "Veramente attenta, finiscila co' sta cosa di togliere il reddito di cittadinanza sennò ti ammazzo ma lo capisci?".

Questi alcuni degli spaventosi messaggi, riportati dall'account Twitter di Fratelli d'Italia, postati oggi da un'utente, che hanno contenuto analogo ad altri relativi alle politiche di Giorgia Meloni sul reddito di cittadinanza.

Minacce di morte a lei e alla figlia che il partito, facendo quadrato attorno a Giorgia Meloni, stigmatizza reputandole frutto del clima d'odio fomentato in particolare dai 5 stelle e dal loro leader Giuseppe Conte.

L'autore degli attacchi intimidatori è stato identificato stamane: su disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa, personale della Polizia Postale e della Digos aveva eseguito una perquisizione nei confronti di uomo di 27 anni, disoccupato, di Rosolini (Siracusa), indagato per violenza privata aggravata nei confronti del Presidente del Consiglio. 

La Polizia ha in seguito sequestrato dispositivi elettronici e, durante la perquisizione informatica, ha avuto conferma che l’account era dell’indagato ed è stato sequestrato. Indagini sono in corso su diverse apparecchiature. Le perquisizioni sono state eseguite dalla polizia postale della Sicilia Orientale e dalla Digos della Questura di Siracusa.

Il 27nne siracusano avrebbe agito in un momento di rabbia per la possibilità di perdere il Reddito di cittadinanza, il sussidio che aveva preso per 18 mesi e che da poco, dopo un’interruzione, era tornato a ricevere. L’uomo, che non risulta abbia avuto contratti di lavoro, in passato è stato denunciato per piccoli reati connessi a sostanze stupefacenti. Durante la perquisizione eseguita dalla polizia nella sua abitazione il 27enne è apparso sorpreso, come se non pensasse di avere commesso un reato, ma più uno sfogo legato alla rabbia. 

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha voluto esprimere solidarietà alla premier: «Al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fatta bersaglio assieme alla figlia di violenti attacchi via social, vanno i miei più profondi sentimenti di solidarietà e di rinnovata stima per l’azione che sta portando avanti anche sulla necessaria rivisitazione del reddito di cittadinanza».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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