12 gennaio 2026 - Aggiornato alle 23:18
×

Eseguito il sequestro della villa del boss Giampiero Salvo «'u carruzzeri»: era affiliato al clan Cappello

Redazione La Sicilia

03 Aprile 2025, 11:09

CLAN CAPPELLO SEQUESTRATO IL PATRIMONIO DI SALVO GIOVANNI PIERO

È stato eseguito dalla polizia di Catania il decreto di sequestro di prevenzione, finalizzato all’eventuale confisca, emesso dal Tribunale etneo (sezione Misure di Prevenzione), su richiesta congiunta del procuratore della Repubblica di Catania e del questore di Catania, nei confronti di Giovanni Piero Salvo, ritenuto inserito al clan Cappello, fratello del boss Salvatore Massimiliano Salvo, nonché figlio dello storico boss Giuseppe Salvo, soprannominati “carruzzeri”.

In particolare, Giovanni Piero Salvo -conosciuto come Giampiero - , con numerosi precedenti penali per omicidio, rapina, ricettazione, associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione, più volte raggiunto dalla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è  stato destinatario di diverse sentenze di condanna, passate in giudicato, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione, detenzione e porto illegale di armi ed altro; da ultimo è stato condannato alla pena dell’ergastolo, con sentenza emessa dalla Corte d’Assise Appello di Caltanissetta per la cosiddetta “strage di Catenanuova”.

Il provvedimento , che ha accolto, in parte, gli esiti di una complessa attività investigativa svolta dalla Questura di Catania, ha ad oggetto una villa plurifamiliare, di oltre 10 vani, che si trova nel comune di Mascalucia (Catania), del valore di circa 500.000 euro. Il patrimonio immobiliare in questione, nella disponibilità indiretta del preposto, in quanto intestato a un suo prossimo congiunto, è stato ritenuto sproporzionato rispetto alla disponibilità economica finanziaria del diretto interessato.

Secondo gli investigatori Salvo - che lo scorso anno ha scritto una lettera al presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, Roberto Di Bella per manifestare la sua volontà di dissociarsi dalla mafia e dire ai giovani che «la vita da mafioso» è una «vita di morte e senza futuro». - almeno sino al 2022 è stato affiliato al clan Cappello.