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Esplosione Ravanusa, si scava per trovare i 6 dispersi: 3 le vittime, 2 donne salvate sotto le macerie

La priorità sono ancora i soccorsi ma già ci interroga su cause e responsabilità della fuga di gas che ha provocato la strage. La Proucra indaga per disastro e omicidio colposo

Di Redazione |

Tre morti (quelli accertati e identificati finora), 6 dispersi, due sopravvissuti, quattro palazzine distrutte e altre 3 seriamente danneggiata, 100 sfollati, decine e decine di vigili del fuoco arrivati da tutta la Sicilia per prestare i soccorsi. E' il bilancio ancora provvisorio della terribile esplosione di ieri sera a Ravanusa (Agrigento), causata da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. La forza della deflagrazione, forse causata da un ascensore, è stata devastante. Il boato è stato avvertito anche nei paesi vicini. E l'onda d'urto è stata così violenta che ha investito in maniera circolare un’area di 10mila metri quadrati.

Il "cratere" dell'esplosione però è stato in via Galilei dove quattro palazzine sono crollate e tre sono state sventrate. A farne le spese soprattutto i componenti di una intera famiglia che si trovava in una delle palazzine crollate Le vittime accertate sono Pietro Carmina, Enza Zagarro e Liliana Minacori. Contrariamente a quanto comunicato in un primo momento dalla Protezione Civile, non è stata ancora individuata una quarta vittima. Delle 11 persone rimaste coinvolte nel crollo a Ravanusa in provincia di Agrigento, due donne sono state estratte vive nella notte, Rosa Carmina e Giuseppina Montana. Mentre tre sono i morti accertati e sono in corso le ricerche di altre sei persone: quattro abitavano nella palazzina collassata a seguito dell’esplosione e due – compresa una donna incinta al nono mese – erano andate a trovare alcuni familiari. I numeri, in costante aggiornamento, sono stati resi noti dalla Prefettura di Agrigento durante il vertice in Municipio convocato per fare il punto sui soccorsi. 

Per Ravanusa l'esplosione di ieri sera, avvenuta intorno alle 20,30 è stata come una "bomba atomica": il  silenzio del sabato sera del paese agrigentino di oltre 10 mila abitanti è stato squarciato da un boato terrificante, la gente è scesa in strada terrorizzata, mentre in poco tempo si è messa in moto la macchina dei soccorsi.  Sono quindi giunti nella zona dell’esplosione con le fiamme alte i carabinieri, i vigili del fuoco le ambulanze. L’energia elettrica è stata tolta in tutta la zona. La zona dell’esplosione, dove si sono recate decine di persone che non riuscivano a rintracciare i parenti che vivevano negli stabili, sembrava un campo di battaglia. Fumo, macerie, gente impaurita che vagava tra la polvere.

«Ho sentito un boato tremendo, come se fosse scoppiata una bomba o un aereo fosse precipitato sulla casa. Poi sono esplosi gli infissi . Siamo scesi subito in strada, intorno c'era fuoco ovunque, macerie. Io ero con mia moglie, i miei tre figli e i miei suoceri. Siamo vivi per miracolo», ha raccontato  Calogero Bonanno che ieri sera si trovava a far visita ai suoceri nella casa accanto alla palazzina colpita in pieno dell'esplosione innescata dalla fuga di gas.

La procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta, il pm ipotizzano i reati di disastro e omicidio colposo. Il procuratore Luigi Patronaggio ha dato mandato per sequestrare di 10mila metri quadrati. Oggi pomeriggio un consulente della Procura farà una prima ispezione sui luoghi. Patronaggio ha detto che ancora presto per fare ipotesi e parlare di responsabilità, sottolineando che questo è il momento dei soccorsi e del cordoglio per le vittime già accertate. Ma sono già in tanti a chiedersi come sia potuto succedere, come possa la conduttura del gas pubblico avere una perdita che causa una strage.  C'è chi dice che nei giorni scorsi nella zona si sentiva odore di gas.

Da tutta Italia le maggiori cariche istituzionali, diversi ministrie i principali leader dei partiti hanno espresso il loro cordoglio per l'immane tragedia che ha colpito Ravanusa. Sul luogo del disastro si è recato questa mattina anche l presidente della regione Sicilia Nello Musumeci che in una conferenza stampa con i soccorritori a Ravanusa ha detto che quello che è accaduto è una «sciagura per l'intera comunità siciliana», ora serve «il silenzio, per non alimentare interpretazioni destinate a creare confusione, e la preghiera, affinché chi manca ancora all’appello possa essere trovato in vita». Il governatore ha poi garantito che la Regione ha già dato "ampia disponibilità per sistemare ove necessario gli sfollati». «Non faremo mancare la nostra presenza – ha concluso – e cercheremo di ridurre al minimo i disagi per i cittadini». Il sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo ha anche ricevuto la telefonata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Mi ha chiamato e ha espresso il massimo sostegno alla comunità di Ravanusa e il cordoglio per quanto accaduto».

Anche il capo nazionale della Protezione civile Fabrizio Curcio questa mattina è volato a Ravanusa per seguire in prima persona i soccorsi: «Ho avuto mandato dal presidente Draghi di informarlo puntualmente – ha detto -. Nessuno sarà lasciato solo. Dobbiamo fare di tutto per salvare vite e restituite alle famiglie i propri cari». I soccorsi «sono ancora in atto – ha aggiunto – e dunque è prematura qualsiasi considerazione sulle cause. Ci sono sopralluoghi in corso ma la priorità è trovare i  dispersi». 

 
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