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Estorsione ad un'azienda agricola, i carabinieri arrestano tre catanesi a Paternò

Tra luglio e agosto avevano chiesto migliaia di euro per la restituzione di un escavatore, da usare per commettere un furto con "spaccata"

Redazione La Sicilia

29 Agosto 2024, 10:45

escavatore estorsione augusta

Avevano preso di mira un'azienda agricola ad Augusta, alla quale avevano sottratto un escavatore ed una trincia ad uso agricolo. Per restituire i macchinari avevano inizialmente richiesto 6.000 euro, salvo poi ridurre la cifra a 2.500 euro con la condizione di usare l'escavatore per eseguire un furto "con spaccata". I proprietari dell'azienda si sono rivolti ai carabinieri e, a seguito delle indagini coordinate da questa Procura distrettuale della Repubblica di Catania, i carabinieri del Nucleo investigativo di Siracusa, del Nucleo operativo della compagnia di Augusta e della compagnia di Paternò hanno arrestato tre catanesi. Si tratta di Sebastiano Giuffrida, 52 anni, del 30enne Marco Isaia Coriolano e del 44enne Santo Molino che si trovavano nella zona di Sferro.

Gli episodi di estorsione contestati sono stati commessi tra Acireale e Paternò e i tre sono accusati di estorsione, aggravata dall’aver perpetrato il reato in più persone riunite e contro un ultrasessantacinquenne. Le indagini, coordinate dalla procura etnea ed eseguite in una fase iniziale dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Augusta, hanno permesso di acquisire, in una fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento delle difese, elementi indiziari che dimostrerebbero il coinvolgimento degli indagati in due gravi episodi di azioni predatorie commesse in danno del titolare di un’azienda agricola nonché del padre dello stesso.

Le attività investigative si sono svolte rapidamente, con gli arresti effettuati già lo scorso 8 agosto. Secondo quanto ricostruito, ai proprietari dell'azienda è stato chiesto di pagare la somma di 6.000 euro, pena la mancata restituzione dell'escavatore e di una trincia di uso agricolo sottratti il 25 luglio in una proprietà nel territorio di Augusta, in contrada da Loco Grande. La condizione prospettata alle vittime era di impiegare l’escavatore per compiere un furto con la tecnica della spaccata, per poi accordarsi sulla somma di 2.500 euro, per ottenere l’escavatore, mezzo poi in effetti restituito. Per la trincia sono stati invece chiesti 1.200 euro per la consegna della trincia. Le vittime si sono quindi rivolte ai carabinieri che hanno attuato un servizio di controllo della fase della consegna del secondo rateo della somma estorta per il recupero delle macchine agricole. L’arresto è avvenuto a Sferro, una frazione del Comune di Paternò: uno dei tre è stato trovato in possesso delle banconote consegnate dalle vittime.

Dopo la traduzione presso la locale Casa circondariale , il giudice per le indagini preliminari, in considerazione della gravità del quadro indiziario, su richiesta del pubblico ministero titolare del relativo fascicolo d’indagine, ha alfine disposto, nei confronti di tutti gli odierni indagati, l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.