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la storia

«Faccio la “squillo” e guadagno 8 mila euro al mese»

Sudamericana di 35 anni presta la sua attività in un piccolo appartamento di Agrigento e ha accettato di raccontare la sua storia: «Mando un po' di soldi alla famiglia, gli altri li metto in banca»

Di Antonino Ravanà |

Seduti in un bar vicino via Atenea, nel centro di Agrigento, Carmen (nome di fantasia), 35 anni sudamericana, davanti ad uno spritz, accetta di parlare, raccontando la sua giornata tra la casa a “luci rosse” dove riceve i clienti, la spesa, le colleghe-amiche, e un paio di aperitivi alla settimana. Con indosso jeans, maglione e giubbotto, sneakers basse ai piedi, e leggermente truccata, sembra la donna della porta accanto. Con il mestiere più “antico” del mondo, arriva ad incassare anche 8mila euro al mese. Carmen fa parte di un “esercito” di squillo che lavora ad Agrigento. Ricevono in appartamenti piccoli, del centro città, soprattutto nell’area attorno alla stazione ferroviaria, o a San Leone. La gran parte arriva dal Sud America (Colombia, Perù, Portorico).

Perché hai iniziato a fare la prostituta?  «Mi ero stufata della vita che facevo nel mio Paese, guadagnare la miseria di 100 euro al mese. Una mia amica mi ha proposto questo lavoro dicendomi che avrei fatto soldi facili, e 10 anni fa, con Maria siamo arrivate in Italia, abbiamo preso in affitto una casa e messo un annuncio su un sito specializzato. Con alcune foto molto esplicite». 

E com’è andata.  «Bene fin da subito. Le richieste si sono moltiplicate, un po’ grazie al passaparola, un po’ perché abbiamo aumentato le inserzioni hard sui siti, anche a pagamento. Dopo neanche un anno avevamo tanti clienti, molti dei quali fidelizzati. Siamo entrate nel “giro”. Ci siamo prima trasferite a Catania, poi ad Agrigento. Sto qui da oltre 5 anni, mi trovo bene. Mi conoscono in tanti, i proprietari dei bar, il fruttivendolo. Ho tanti clienti affezionati, qualcuno mi porta vino, olio e la pizza». 

Chi sono i clienti? «Giovani, qualche pensionato, impiegati, professionisti, ogni tanto mi viene a trovare un medico, un avvocato mi cerca, non spesso, e mi dice che “trasgredisce”. Niente stranieri, non sono razzista ma alcuni mi fanno paura, e neanche troppo anziani. Ho subito due furti, una volta uno mi ha strappato la borsa con 5mila euro. Un’altra volta mentre ero in un bar, un individuo mi ha rubato la borsa con quasi 3mila euro, non l’ho visto e non ho presentato denuncia. L’importante è che i clienti siano educati e paghino in anticipo». 

Cosa apprezzano di te? «L’amore che metto, come lo accolgo, la passionalità, e poi mi piace metterli a loro agio».

Quanto costa entrare nella tua alcova?  «Da 50 a 100, dipende dal tipo di prestazione. Ma solo sesso protetto, tranne i preliminari. Per una serata intera prendo 500 euro, ma quasi tutti preferiscono una prestazione veloce. A fine mese arrivo anche a 8mila euro al mese. Con il Covid sono rimasta ferma, e mi è crollato il mondo addosso».

Alla tua famiglia cosa racconti? «Che sono in Italia, ad Agrigento, e lavoro nei locali della movida. Una parte dei soldi li mando ai miei. La gran parte li metto in banca, voglio un futuro diverso».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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