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Francofonte, il prete accusato di abusi sessuali “dice ancora messa”. La vittima: «Ha rovinato la vita ad altri»

Il vescovo di Siracusa Lomonte precisa che «il sacerdote dipende dall’Eparchia di Piana degli Albanesi». Sconcertato il sindaco Lentini che esprime solidarietà alla giovane che ha denunciato

Di Redazione |

Sconvolge e non poco, in questo caso la comunità di Francofonte, l'ennesima vicenda che vede in Sicilia un sacerdote accusato di abusi sessuali ai danni di un minore. L'ultima in ordine di tempo riguarda la denuncia di Giuseppe, nome di fantasia, che ha reso noto di aver subito violenze da parte di un prete del comune siracusano, a partire da quando era un bambino. Come spesso accade in questi casi, la presunta vittima (ci sono indagini in corso che devono ancora suggellare la veridicità delle accuse) avrebbe preso coscienza di ciò che ha subìto negli anni soltanto quando ha raggiunto la maggiore età.

L'aggravante in questa storia sta nella fiducia che Giuseppe aveva riposto nella figura del sacerdote che si sarebbe "occupato" di lui sin da quando, ancora bambino rimane orfano di padre e venendo abbandonato dalla madre, si trasferisce da Catania a Siracusa per andare a vivere con la nonna. Un contesto familiare difficile, disagiato economicamente. Giuseppe comincia a frequentare la parrocchia e lì incontra il sacerdote, un cappellano militare, che avrebbe cominciato a circuirlo con doni e attenzioni fino ad arrivare ad abusare di lui, anche in casa propria, per anni.

Altro aspetto sconcertante della vicenda, sempre secondo il racconto della vittima, il fatto che quest'ultima, all'età di14 anni, avrebbe conosciuto, su sollecitazione del cappellano, alcune app di incontri gay: un escamotage attraverso cui il prelato avrebbe incontrato altri omosessuali”. Il resto è storia di qualche anno fa quando Giuseppe decide di denunciare prima al vescovo di Siracusa, Francesco Lomanto e poi alla polizia. Il vescovo ha avviato una "investigatio previa", un’indagine che, si apprende dalla Diocesi, non è ancora conclusa. Come è ancora in corso quella penale. Il giovane, nel frattempo è stato ascoltato dal tribunale ecclesiastico, diverse volte a Napoli e in due occasioni a Siracusa. Ma, appunto, ancora non è chiaro quale sia la conclusione delle indagini. 

«Purtroppo – continua Giuseppe – non sono il solo a cui questo sacerdote (rpt: sacerdote) ha rovinato la vita e nonostante sia in pensione e abbia avuto il divieto di dire messa, continua a celebrare indisturbato, nella chiesa più importante del paese», racconta Giuseppe.

Daniele Lentini, il sindaco del paese, ha subito espresso solidarietà e sostegno al giovane e attacca: «dice ancora messa». «E' una cosa inaudita, esprimo vicinanza a questo ragazzo – prosegue Lentini – e invito la procura a fare chiarezza e il vescovo a prendere una posizione chiara sulla vicenda». La replica arriva dalla curia di Siracusa con una nota. «Il sacerdote dipende dall’Eparchia di Piana degli Albanesi» premette, sottolineando che «quando l'arcivescovo, mons. Francesco Lomanto ha ricevuto la denuncia, ha immediatamente avviato un procedimento penale canonico nei confronti del sacerdote». E lo scorso 31 ottobre il vescovo di Piana degli Albanesi «ha già adottato nei suoi confronti un provvedimento di interdizione dall’esercizio pubblico del ministero». COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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