Gadget di "mafia" rimossi sul traghetto, Mario Incudine: «Grande conquista di tutti»
Il cantautore ennese per primo si era indignato, denunciando con un post sui social, per la vendita dei souvenir a tema "mafioso"
Era stato il cantautore ennese a sollevare la questione con un post su Instagram. Quei gadget ispirati ai temi mafiosi venduti in uno dei negozi sui traghetti tra Messina e Villa San Giovanni, avevano indisposto non poco Mario Incudine. Oggi è lo stesso musicista, sempre con un post social, a parlare di "conquista" dopo il repentino interessamento della Regione Siciliana che ha disposto la rimozione di quei souvenir.
E anche Coldiretti plaude all'iniziativa di Incudine e della Regione Siciliana. "Basta al business milionario del 'Mafia Sounding' con una galleria degli orrori che colpisce il vero Made in Italy realizzato grazie all’impegno di centinaia di migliaia di imprenditori onesti che tutti i giorni lavorano per offrire prodotti di altissima qualità". "Da anni la Coldiretti denuncia questo fenomeno che mortifica un’intera Regione dove non mancano addirittura etichette di prodotti e nomi di ristornati tipo “Il fernet Mafiosi” con tanto di disegno del padrino - aggiunge - Un sistema articolato e diffuso ovunque. Dal whiskey “Cosa nostra” con tanto di bottiglia a forma di mitra al vino Talha Mafia fino al caffè Mafiozzo ma anche il condimento sale e pepe Two Pig Mafia, è allarme “mafia style” per l'agroalimentare italiano con milioni di euro di giro d’affari generati dall’uso di nomi legati alla criminalità. Al gravissimo danno di immagine del Mafia Marketing si aggiunge la beffa dello sfruttamento economico del Made in Italy in una situazione in cui la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari italiani solo nell’agroalimentare ha ormai superato i 120 miliardi di euro, quasi il doppio delle esportazioni, e che costa all’Italia trecentomila posti di lavoro. Si tratta di danni economici e di immagine soprattutto nei mercati emergenti dove - conclude la Coldiretti - spesso il falso è più diffuso del vero e condiziona quindi negativamente le aspettative dei consumatori".