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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 09:02
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Giovanni Allevi e la malattia: «Mi danno due anni di vita ma io festeggerò i 95 anni»

IL celebre compositore e pianista ha parlato del mieloma che lo affligge e delle terapie cui si sta sottoponendo: «Dopo le infusioni adoro il budino al cioccolato»

27 Settembre 2025, 16:08

allevi

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 Giovanni Allevi, celebre compositore e pianistа, 56 anni, non è solo musica e talento: da tre anni ormai combatte contro un mieloma, una malattia che lo ha costretto a un lungo percorso di cure e a un intenso confronto con la fragilità della salute. Nonostante tutto, Allevi si prepara a tornare sotto i riflettori con il documentario “Allevi – Back to Life”, che sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma a ottobre e uscirà nelle sale cinematografiche il 17 novembre, accompagnato da una nuova colonna sonora.

In un’intervista al Corriere della Sera, Allevi ha descritto il difficile percorso di cura: «Sono a casa, sul letto, sotto il piumone, guardo l’autunno che arriva dalla finestra, con un sorriso stampato sul volto grazie a quella infusione». Racconta degli effetti collaterali della terapia, un farmaco potente ed efficace per la salute delle ossa, ma che lo lascia “sbarellato” per dieci giorni, con febbre e dolori ossei intensificati. «L’effetto però è quello di rinforzare il tessuto osseo», spiega.

Con un tocco di leggerezza, Allevi ironizza sui piccoli momenti di conforto: «È un momento bellissimo quando alla fine di una infusione, la mia ventitreesima, ti portano il budino al cioccolato». Poi rilancia con determinazione sulla sua prognosi: «Secondo le statistiche ho davanti solo due anni, ma prometto che festeggerò i 95 anni, perché non credo alle statistiche».

Il documentario, nato da un’idea che Allevi aveva da tempo, assume oggi un significato più profondo. «Mi sentivo come un gatto nascosto sotto la credenza, ma la malattia mi ha catapultato in un’altra dimensione. Ho capito che questo film ha una forte valenza sociale. Per questo ho deciso di uscire da quella posizione di nascondimento. Il mio sogno è che chi vede il film esca dalla sala con il cuore pieno di gioia di vivere».